L'ultimo bollettino mensile rilasciato dal programma europeo Copernicus non lascia spazio a dubbi o interpretazioni: il mese di Giugno appena trascorso è stato il più caldo di sempre a livello continentale. I dati raccolti dal servizio di monitoraggio dell'Unione Europea ci mettono di fronte a una realtà in cui l'eccezione termica è ormai diventata la nuova, preoccupante normalità.
I numeri di un'anomalia senza precedentiQuello del 2026 è stato ufficialmente il mese di Giugno più caldo mai registrato in Europa occidentale da quando esistono rilevazioni scientifiche attendibili. Questa vasta area ha sperimentato un'anomalia termica impressionante, registrando temperature medie superiori di oltre 3°C rispetto alla media storica del trentennio di riferimento (1991-2020). Come possiamo vedere dal grafico qui sotto è stato stracciato dunque il precedente record del 2025 e soprattutto del 2003 (che in molto ritengono erroneamente la più calda di sempre).
Allargando lo sguardo all'intero globo, il mese si è piazzato al secondo posto assoluto tra i più caldi di sempre. La temperatura media dell'aria sulla superficie ha toccato i 16,54°C, superando di 1,39°C i livelli dell'era preindustriale e sfiorando il limite di sicurezza di 1,5°C stabilito dagli Accordi di Parigi.
Di fronte a questi numeri eccezionali, è scientificamente impossibile appellarsi alle semplici fluttuazioni naturali del clima. Ciò a cui stiamo assistendo è la chiara e inequivocabile firma del cambiamento climatico di origine antropica. Decenni di combustione di fonti fossili (CO2 in atmosfera), di deforestazione e di un'economia basata sull'alta intensità carbonica hanno intrappolato una quantità di calore formidabile all'interno del delicato sistema climatico terrestre.
Come hanno sottolineato gli esperti di Copernicus, commentando i dati, l'infrangersi simultaneo di record sia sulla terraferma che in mare non è una casualità, ma il sintomo diretto di un pianeta che continua inesorabilmente ad accumulare energia termica senza riuscire a smaltirla.
Per un approfondimento su questi temi, il VIDEO SKY in alto con il meteorologo e responsabile media de iLMeteo, Lorenzo Tedici.