Meteo, via alla terza ondata di caldo africano, nessuna tregua prima del 20 Luglio. Il punto di Lorenzo Tedici

Meteo, via alla terza ondata di caldo africano, nessuna tregua prima del 20 Luglio. Il punto di Lorenzo Tedici

Siamo entrati in un nuovo regime climatico, e c'è da chiedersi cosa spaventi di più: se i 38-40°C raggiunti durante i picchi estremi delle fiammate africane, oppure la "nuova normalità" fatta di 34-35°C registrati nei giorni considerati, paradossalmente, i meno roventi.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, anche in assenza di una vera e propria ondata di calore, fa un caldo anomalo. Trenta o quarant'anni fa, in una normale giornata di Giugno in Italia, i termometri segnavano mediamente 30-32°C. Oggi l'asticella si è alzata drammaticamente: basti pensare a Milano, dove i picchi massimi di Luglio sono passati dai 33°C del secolo scorso ai 37°C degli ultimi anni.
Un nostro nonno o bisnonno, abituato alle Estati del Novecento, farebbe fatica ad ambientarsi in questa nuova fornace.

L'Europa come "Hotspot" climatico
Dal 2014 in poi abbiamo assistito a una brutale impennata della velocità del Riscaldamento Globale. L'Europa, in questo drammatico scenario, si è trasformata in un vero e proprio hotspot climatico: il nostro continente si scalda al doppio della velocità rispetto alla media del Pianeta. Le cause sono chiare e allarmanti: la prossimità con il Sahara, da cui partono le imponenti masse d'aria subtropicale, unita alla rapida fusione dei ghiacciai alpini e al collasso di quelli groenlandesi e artici, che stanno alterando i fragili equilibri della circolazione atmosferica.

La terza ondata: l'inizio tra afa e temporali
Avendo ormai preso coscienza di come anche la "normalità" sia diventata rovente, dobbiamo armarci di coraggio per affrontare la terza ondata di caldo africano dell'anno, appena iniziata e destinata a non darci tregua almeno fino al 20 Luglio.
I primi giorni di questa nuova fase saranno tuttavia anomali. Mentre il "cuore" del calore estremo stazionerà sulla Francia, dove i 40°C diffusi decreteranno, alla fine, quasi certamente l'Estate più calda della storia transalpina, sul nostro Paese non mancheranno i temporali.
I fenomeni temporaleschi si concentreranno maggiormente lungo l'Appennino centro-meridionale fino a Venerdì, poi tra Venerdì sera e Sabato l'instabilità colpirà buona parte del Nord e della Pianura Padana, con rovesci localmente molto intensi.
La causa di questi nubifragi sarà da ricercare in una piccola falla nell'anticiclone africano: infiltrazioni di aria più fresca in quota, in spostamento dalla Spagna verso est, riusciranno a bucare lo scudo anticiclonico innescando diffusi contrasti termici.
L'escalation termica e l'allarme in Sardegna
Passata l'instabilità del weekend, la fiammata divamperà in tutta la sua forza. Nei primi giorni della nuova settimana assisteremo a un primo picco esagerato, con temperature che toccheranno i 43-45°C in Sardegna! Proprio per l'isola, tra Lunedì e Mercoledì, i modelli prevedono per la prima volta una condizione biometeorologica straordinaria. Sulle zone interne del sud-ovest si registrerà un'afa opprimente a tratti asfissiante. Attenzione: non si tratta di allarmismo mediatico, ma di termini scientifici ufficiali utilizzati in meteorologia medica per indicare condizioni di estremo pericolo per il corpo umano. È un invito perentorio a non uscire durante le ore più calde e umide della giornata.
Via alla terza ondata di caldo africano, nessuna tregua prima del 20 Luglio
Il Sud entra nella fornace: speranze rimandate
Da Mercoledì 15 Luglio la situazione migliorerà solo in modo impercettibile, preparandoci a un nuovo, severo picco atteso per Venerdì 17. La grande differenza, rispetto alle prime due ondate che hanno colpito quasi esclusivamente il Centro-Nord, è che questa volta anche il Sud Italia entrerà a pieno regime nella fornace africana.
Quando potremo sperare dunque in un vero cambiamento? Non ci resta che guardare alla terza decade del mese, dopo il 20 Luglio, quando la discesa di correnti d'aria fredda dalla Svezia potrebbe portarci finalmente un po' di respiro. Tuttavia, la Svezia è lontana, sia geograficamente che temporalmente. Si tratta di proiezioni a lunghissima scadenza che rischiano di essere smentite, con l'aria fresca che potrebbe prendere strade sbagliate, scivolando troppo a nord o troppo a est, lasciandoci intrappolati in questa interminabile Estate estrema.