
Quello che ci aspetta non è un caldo normale
La causa di quella che possiamo definire a tutti gli effetti una fiammata termica va ricercata nella dinamica atmosferica che si svilupperà sul bacino del Mediterraneo. L'alta pressione non sarà infatti di matrice azzorriana (quindi mite e oceanica), bensì sarà alimentata, come avvenuto in queste ultime settimane, da un continuo richiamo di masse d'aria calda provenienti direttamente dalle latitudini subtropicali africane.
Questi flussi d'aria, stazionando sopra l'entroterra sahariano, si caricano di calore a tutte le quote. Muovendosi verso nord e attraversando il Mediterraneo, non solo mantengono temperature altissime, ma si arricchiscono anche di umidità nei bassi strati, trasformando il caldo in afoso, specialmente lungo le coste e sulle pianure.
La mappa qui sotto ci mostra le temperature massime previste: al Centro-Sud andremo diffusamente sopra i 36°C, ma in Sardegna non escludiamo picchi addirittura superiori ai 40°C, specie nelle zone interne.
Per capire davvero l'eccezionalità di quello che ci aspetta non è sufficiente guardare il valore assoluto sul termometro, ma è necessario fare un confronto con i dati storici del mese di Luglio.
Abbiamo messo a confronto le temperature massime medie storiche (basate sul trentennio di riferimento climatico del nostro archivio) con i valori massimi previsti per la prossima settimana nelle principali città italiane). Come si evince dalla tabella qui sotto i termometri si assesteranno diffusamente tra i 6°C e gli 8°C sopra le medie stagionali. Un'anomalia termica di questa portata, prolungata per più giorni, configura un quadro meteorologico decisamente anomalo che richiederà la massima attenzione per il benessere fisico e la gestione energetica/idrica a livello nazionale. Insomma, non sarà un caldo normale.