Purtroppo, la neve accumulata durante i mesi invernali è, di fatto, già quasi del tutto fusa. Questo lascia i nostri ghiacciai privi del loro naturale strato protettivo e priva i bacini idrografici di una riserva d'acqua fondamentale per la stagione estiva.
L'Importanza dello SWE (Snow Water Equivalent)
Per comprendere a fondo la gravità della situazione, gli scienziati si affidano a un parametro fondamentale: lo SWE, acronimo di Snow Water Equivalent (Equivalente Idrico Nivale).
In parole povere, lo SWE non misura i centimetri di spessore della neve, ma indica la quantità effettiva di acqua allo stato liquido che si otterrebbe se l'intero manto nevoso fondesse istantaneamente. Poiché una neve primaverile, compatta e bagnata, contiene molta più acqua rispetto a quella fresca e farinosa dell'Inverno, lo SWE è l'indicatore chiave che ci dice quanta "acqua in cassaforte" abbiamo sulle nostre montagne. È questa la risorsa che, fondendo gradualmente, va ad alimentare fiumi, laghi, falde acquifere e reti agricole nei mesi più caldi e secchi.
Il crollo delle riserve: è già sparita quasi tutta la neve dell'Inverno
La rapidità con cui questa riserva strategica si è esaurita nelle ultime settimane è confermata in modo unanime dalle principali agenzie di monitoraggio ambientale italiane: secondo i dati di Fondazione CIMA il deficit nazionale di SWE si è assestato intorno a un allarmante -48%. Le recenti ondate di calore hanno esacerbato il fenomeno: sul bacino del Po, la fusione è proceduta inarrestabile fino a quote molto elevate. Non se la passano meglio le montagne di Trentino Alto Adige e Veneto, qui il deficit è compreso tra il 50 e il 75%; situazione analoga anche sugli Appennini. Si tratta di un dato allarmante anche confrontandolo con la media e le ultime stagioni: mai era successo che tutta la neve sparisse già in avvio dell'Estate.

Come sottolinea il meteorologo de iLMeteo, Lorenzo Tedici, "la neve è scomparsa rapidamente dopo le ultime ondate di caldo di Maggio e Giugno e adesso lo spettro della siccità è più che concerto per i prossimi mesi. Verrà a mancare infatti il contributo dell'acqua di fusione di neve e ghiaccio ai principali fiumi".

L'acqua che è andata persa precocemente oggi, è quella che mancherà fisiologicamente ai nostri fiumi e all'agricoltura nei mesi a venire.
Per un approfondimento, il VIDEO SKY in alto con l'intervento sul tema di Lorenzo Tedici.