
Grandi manovre emisferiche dopo il 10 Febbraio
L'attenzione è rivolta al periodo successivo al 10-12 Febbraio. In questa fase, un'irruzione di aria fredda di matrice artico-continentale potrebbe scivolare dapprima verso l'Europa orientale, per poi puntare dritta al cuore del Vecchio Continente. Se tale proiezione trovasse riscontro, assisteremmo a un crollo verticale delle temperature, con valori che si porterebbero abbondantemente sotto le medie stagionali su vasti territori.
Non si tratterebbe solo di freddo secco: questa dinamica favorirebbe la comparsa di nevicate diffuse su molte capitali europee, segnando il ritorno di un Inverno rigido dopo una fase più altalenante.
Il vasto lago gelido in formazione sull'Europa potrebbe successivamente spingersi verso latitudini più meridionali, interessando il bacino del Mediterraneo. In questo contesto, anche l'Italia rischierebbe di sperimentare un'ondata di freddo di tutto rispetto.
L'elemento di maggiore interesse riguarda tuttavia la possibile interazione con il comparto Nord Atlantico. Una vasta depressione, alimentata da correnti polari, potrebbe infatti inviare una serie di fronti perturbati verso i nostri mari, creando una sorta di manovra a tenaglia:
- da una parte il gelo continentale in ingresso dal Nord Europa;
- dall'altra l'umidità atlantica in arrivo da Ovest.
Una simile interazione favorirebbe la formazione di un profondo ciclone mediterraneo capace di riportare precipitazioni estese a partire dal Centro-Nord. Data la persistenza del cuscino d'aria fredda nei bassi strati, la neve potrebbe tornare protagonista fino a quote molto basse, con possibili episodi anche in pianura.
Si tratta, è bene ricordarlo, di una tendenza che necessita di ulteriori conferme, ma i segnali per una seconda parte d'Inverno scoppiettante ci sono tutti.