Meteo: l'inverno come non si vedeva da anni, più di mezza Europa sotto la neve, la situazione
La tempesta Goretti continua a creare disagi
Articolo del 10/01/2026
ore 18:36
di Federico Brescia Meteorologo
Europa sotto la neve dopo tanti anni
L'inizio del 2026 ha regalato un vero e proprio
"ritorno al passato" invernale. Praticamente
tre quarti d'Europa si è ritrovata avvolta da una coltre nevosa eccezionalmente estesa, come non si vedeva da decenni.
Gennaio 2026 ha aperto i battenti con uno scenario che sembrava ormai relegato ai libri di storia: una vastissima e compatta coltre nevosa si è estesa su gran parte del continente europeo. Dalla Scandinavia alle pianure dell'Europa Centrale, fino all'Est, il paesaggio si è trasformato in una maestosa cartolina invernale come non accadeva da molti anni.
Questa eccezionale estensione di neve al suolo, confermata dai dati, è un evento che segna un'inversione di rotta in un periodo storico dominato dalla tendenza al riscaldamento, dimostrando che l'atmosfera è ancora capace di regalarci, seppur con minore frequenza, queste bianche sorprese.
Copertura nevosa suolo europeoL'ultimo capitolo, in ordine di tempo, di questa eccezionale ondata di freddo e neve è stato scritto dalla Tempesta Goretti. Lungi dall'essere l'unica causa, questa profonda depressione ha interagito con le masse d'aria gelida preesistenti, portando, nelle ultime ore, nuove e abbondanti precipitazioni nevose, specie in pianura nel Centro Europa. Lo scontro tra l'aria umida atlantica e il blocco freddo ha creato le condizioni perfette per nevicate estese e intense fino a bassa quota.
Tempesta Goretti vista dal satellite sull'Europa centraleQuesto ritorno al passato, sebbene abbia causato comprensibili disagi in diversi stati, in particolare in ambito aereo (chiuso l'aeroporto di Amsterdam), viene accolto con grande gioia dagli amanti della stagione fredda. Per anni l'inverno è stato il grande assente, lasciando le montagne a secco e le città in un tiepido grigiore. L'episodio di Gennaio 2026 è un chiaro promemoria: nonostante le innegabili evidenze del cambiamento climatico che sta rendendo gli episodi nevosi e freddi sempre più rari, non sono affatto esclusi i ritorni di fiamma del gelo.