
La rilevazione è avvenuta nel tratto di mare compreso tra Portopalo di Capo Passero e l’isola di Malta, uno dei corridoi marini più esposti alle grandi perturbazioni. Il dato è stato acquisito da una boa della Rete Ondametrica Nazionale (RON), gestita dall’ISPRA, e rappresenta il valore più elevato mai misurato strumentalmente nel bacino mediterraneo.
Con questo risultato, il ciclone Harry supera nettamente il precedente record europeo di altezza d’onda, pari a 14,2 metri, osservato lungo le coste della Spagna durante la tempesta Gloria del 2020. Un primato che conferma l’eccezionalità dell’evento e la straordinaria potenza del sistema ciclonico che ha interessato il Sud Italia.
L’onda di 16,66 metri fa riferimento all’altezza massima (Hmax), ovvero la distanza verticale tra la cresta più alta e il cavo più profondo registrati in un determinato intervallo di tempo. Questo tipo di misurazione è possibile grazie ai sensori inerziali di ultima generazione installati sulle boe oceanografiche, capaci di campionare il moto ondoso con frequenze elevatissime e di trasmettere i dati in tempo reale via satellite.
Il calcolo dell’onda significativa avviene registrando tutte le onde, ordinandole per altezza e calcolando la media del terzo più elevato del campione (H1/3). Proprio per questa affidabilità, l’Hs è il parametro più utilizzato nei bollettini meteo-marini e nelle previsioni operative per la navigazione.
L’evento legato al ciclone Harry rappresenta dunque un caso di studio di enorme rilevanza scientifica e un chiaro segnale dell’intensificazione dei fenomeni meteo-marini estremi nel Mediterraneo.