
Gli eventi più salienti
Ferrovia danneggiataAll’altezza di Scaletta Zanclea, la furia del mare e le intense precipitazioni hanno causato uno smottamento del terreno che ha interessato direttamente la sede ferroviaria. In particolare, un tratto di binari è rimasto letteralmente sospeso nel vuoto per circa 10 metri, rendendo impossibile il transito dei convogli e imponendo l’immediata interruzione del traffico ferroviario.
Letojanni (ME)
Una furia incontrollabile del mare ha colpito la costa jonica siciliana, lasciando dietro di sé un paesaggio di devastazione e disordine urbano mai visto negli ultimi decenni. Quella che i cittadini e le autorità definiscono come la mareggiata più violenta dal 1985 ha messo in ginocchio la frazione di Letojanni, infliggendo danni gravissimi alle infrastrutture, alle abitazioni e alla quotidianità di intere famiglie.
Catanzaro Lido– Una delle mareggiate più violente degli ultimi anni sta colpendo duramente il litorale catanzarese. Spinta dalla furia del ciclone mediterraneo "Harry", la forza dello Ionio si è abbattuta con una violenza inaudita sulla costa, trasformando il quartiere marinaro in uno scenario d’emergenza. Dalle prime ore di mercoledì 21 gennaio, onde imponenti che hanno raggiunto i 6 metri d’altezza hanno superato con facilità le barriere protettive.Il punto più critico è la zona del porto, dove l’acqua ha invaso completamente le banchine, i parcheggi e la sede stradale antistante.
Scaletta Zanclea e Furci Siculo: mare nelle strade
Momenti di grande tensione si sono vissuti a Scaletta Zanclea (Messina) nella serata di martedì 20 gennaio 2026. La mareggiata ha colpito la costa con onde che hanno superato le barriere, trasformando le vie del centro abitato in veri e propri fiumi di acqua e detriti.
Poco distante, a Furci Siculo, la forza del mare ha invaso il lungomare raggiungendo la sede viaria. Secondo le rilevazioni, le onde hanno sfiorato i 6 metri d'altezza, causando allagamenti diffusi e rendendo necessaria la chiusura di diversi tratti stradali.
Catania: onde oltre la scogliera e porto sotto pressione
A Catania, la furia del Mar Ionio ha investito il borgo di San Giovanni li Cuti. Le immagini mostrano scenari impressionanti: i marosi hanno scavalcato la scogliera, invadendo i locali del noto ristorante Andrew’s al Faro.
Anche il Porto di Catania ha subito la pressione del moto ondoso, con onde che hanno fatto ingresso nei bacini interni costringendo le autorità a limitazioni operative e un monitoraggio costante delle infrastrutture.
Danni in Calabria: il caso di Melito Porto Salvo
La Calabria ionica non è stata risparmiata. A Melito Porto Salvo (RC), la mareggiata ha causato il collasso di circa 250 metri di lungomare. L'azione erosiva delle onde ha compromesso marciapiedi e parapetti della "Passeggiata dei Mille", imponendo l'immediata interdizione dell'area da parte della Protezione Civile.
Erosione e video virali: Taormina e Fondachello
Situazione critica anche a Mazzeo di Taormina, dove il mare in tempesta ha accelerato i fenomeni di erosione costiera, indebolendo le fondamenta della pavimentazione stradale.
Sui social, intanto, è diventato virale un video registrato dalle webcam di Fondachello (CT): le immagini documentano il momento esatto in cui un'onda imponente travolge la barriera della spiaggia, riversandosi improvvisamente sulla sede stradale.
Quali sono state le cause di un moto ondoso così distruttivo?
La straordinaria forza della mareggiata non può essere attribuita esclusivamente all’intensità dei venti, ma è il risultato di una complessa combinazione di fattori meteorologici e idrodinamici che hanno contribuito ad amplificare l’energia delle onde.
Un elemento chiave è stato il fetch, ossia l’ampio tratto di mare libero sul quale i venti hanno soffiato senza ostacoli. Le correnti di scirocco e levante, forti e persistenti per molte ore, hanno agito su un bacino marino molto esteso tra il Canale di Sicilia e lo Ionio, consentendo alle onde di aumentare progressivamente in altezza e potenza prima di raggiungere la costa. Determinante anche la notevole profondità del minimo depressionario: il forte gradiente barico ha sostenuto venti intensi e continui, impedendo un rapido esaurimento del fenomeno. Non si è trattato quindi di un evento impulsivo, ma di una sollecitazione prolungata, capace di accumulare una quantità eccezionale di energia nel moto ondoso. A peggiorare ulteriormente la situazione è intervenuta la sovrapposizione tra mare lungo e onde generate localmente, che ha prodotto frangenti irregolari e particolarmente violenti, aumentando l’impatto sulle coste. 
Infine, la morfologia del litorale ionico, caratterizzata da fondali rapidamente digradanti e da tratti urbanizzati a ridosso del mare, ha favorito l’effetto diretto delle onde sulle infrastrutture costiere, moltiplicando i danni. Un insieme di condizioni non frequenti, ma possibili, che ha trasformato un intenso episodio di maltempo in una mareggiata di portata storica, paragonabile solo agli eventi più estremi del passato.