Sono passati appena due mesi dal Natale, eppure la stagione invernale sembra già aver issato bandiera bianca. Da Nord a Sud, la nostra Penisola sta vivendo un vero e proprio "anticipo di Primavera", dominato da cieli sereni, sole e un clima decisamente fuori stagione. Ma dietro queste giornate miti si nasconde una realtà preoccupante, specialmente in alta quota.
Per capire l'entità di questa anomalia e i pericoli che ne derivano, abbiamo intervistato Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it.
L'Inverno sembra essersi improvvisamente spento. Cosa sta succedendo esattamente sulla nostra Penisola e quanto durerà questa fase?
"Purtroppo l'Inverno si è preso una pausa che sembra definitiva, almeno per ora. Siamo sotto il dominio incontrastato dell'Anticiclone Africano. Fino a Marzo il tempo si manterrà stabile e soleggiato praticamente ovunque. Registriamo temperature fino a 9°C superiori alle medie del periodo, sia nei valori minimi che massimi. Al Centro-Nord la situazione è clamorosa: alcune città padane in questi giorni verranno letteralmente 'baciate' da anomali, per quanto piacevoli, 20°C. Gli unici disturbi a questo dominio anticiclonico sono rappresentati da nubi basse lungo le coste e dai classici banchi di nebbia in Val Padana, tipici delle alte pressioni invernali."
Scendendo nei dettagli, si parla di anomalia termica preoccupante per le nostre montagne. Quali sono i numeri di questo caldo in quota?
"È qui che si gioca la partita più drammatica. Lo zero termico, ovvero la quota alla quale la temperatura scende a 0°C, salirà e stazionerà su valori impensabili per il periodo: parliamo di 3000-3200 metri. Per dare un'idea, a 1000 metri di quota toccheremo massime di 15°C. Se consideriamo che a fine Febbraio, in pieno Inverno meteorologico, l'altezza media dello zero termico dovrebbe aggirarsi tra i 1300 e i 1500 metri, capiamo subito la gravità della situazione. Siamo esattamente al doppio del normale, con valori che un tempo sarebbero stati considerati tipici dell'inizio dell'Estate, non certo di Febbraio!"
Numeri alla mano, non stiamo parlando di una semplice "ottobrata" o di un'anomalia passeggera. Qual è la vera causa di questo stravolgimento?
"Questa enorme differenza porta una firma inequivocabile: quella dei Cambiamenti Climatici con inverni sempre più corti e sempre più miti. Questi zeri termici 'schizzati' verso l'alto non sono solo un numero su una mappa, ma accelerano drammaticamente la fusione dei nostri ghiacciai, che sono già in fortissima sofferenza, e alterano l'intero ecosistema montano."
Oltre al danno ambientale, c'è un pericolo imminente per chi frequenta la montagna in questi giorni. Cosa dice il bollettino valanghe?
"Il bollettino parla di un pericolo valanghe marcato o forte, ovvero di livello 3 o 4 su una scala da 1 a 5, su tutto l'arco alpino. Con temperature così elevate, stiamo assistendo alla formazione delle temibili 'valanghe primaverili' (o di fusione) con mesi di anticipo. La neve, esposta a questo caldo, si inumidisce e diventa instabile molto prima del tempo. La dinamica è tanto subdola quanto implacabile."
Ci puoi spiegare esattamente come si genera questa dinamica "subdola" all'interno del manto nevoso?
"È una questione fisica. L'acqua derivante dalla rapida fusione superficiale penetra all'interno del manto nevoso. Questa infiltrazione distrugge letteralmente i legami tra i cristalli di neve, riducendo drasticamente la coesione, che è un po' la 'colla' che tiene insieme il manto. Quando quest'acqua liquida raggiunge uno strato scivoloso profondo, magari una vecchia crosta di ghiaccio formatasi in precedenza, o arriva direttamente al terreno, fa da lubrificante. A quel punto, la massa di neve soprastante perde completamente aderenza e scivola a valle. È un fenomeno che spesso parte da un singolo punto di innesco, magari un banale sasso scaldato dal sole, per poi allargarsi man mano che scende, assumendo la tipica e devastante forma a 'pera' o a goccia."
Di fronte a questo scenario, qual è l'appello de iLMeteo per chi aveva programmato un weekend sulla neve?
"Il nostro appello è perentorio e non ammette deroghe: in queste condizioni, il fuoripista è assolutamente vietato. Non è un consiglio, è una questione di responsabilità civile. Rimanere sulle piste battute è d'obbligo, non solo per tutelare la propria sicurezza personale, ma soprattutto per salvaguardare la vita dei soccorritori. Troppo spesso queste squadre si trovano a dover operare in situazioni estreme e rischiano la propria vita a causa di gravi imprudenze altrui. La montagna va amata, ma soprattutto rispettata."
"Al momento resteremo prigionieri dell'Anticiclone Africano. Dal punto di vista meteorologico, non ci resta che stringere i denti e aspettare la seconda settimana di Marzo. I nostri modelli a lungo termine indicano che in quel periodo non è escluso un cambiamento repentino della circolazione atmosferica a livello europeo. Fino ad allora, prepariamoci a vivere giornate dal sapore tipicamente primaverile."