
La dinamica del Ciclone Harry
Il sistema, un profondo vortice di bassa pressione alimentato dalle acque ancora miti del Mediterraneo, trae energia dal contrasto termico e dai forti venti meridionali. Queste correnti risalgono cariche di umidità, favorendo lo sviluppo di sistemi temporaleschi autorigeneranti, capaci di scaricare grandi quantità d'acqua in aree ristrette.
Le zone a rischio idrogeologico
Secondo le ultime proiezioni dei modelli ad alta risoluzione, le aree dove si attendono le maggiori criticità sono:
- Calabria: provincia di Reggio Calabria, con particolare attenzione al versante ionico;
- Sicilia: province di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e Agrigento;
- Sardegna: settori orientali, specificamente Nuorese e Ogliastra.
La persistenza dei fenomeni nelle prossime 48 ore aumenta il rischio di allagamenti urbani, frane e criticità nei bacini idrografici minori.
Il sistema è accompagnato da una violenta ventilazione di Scirocco. Sullo Ionio e sul basso Tirreno, le raffiche potranno superare i 110 km/h (raggiungendo Forza 11 della scala Beaufort, ovvero fortunale), sferzando i crinali della Sila e le coste esposte.
Il mare risulterà da molto agitato a grosso: al largo sono previste onde con altezza significativa fino a 9 metri. Le mareggiate colpiranno con forza i litorali di Siracusa, Catania, Catanzaro e il comparto orientale sardo. Al Centro-Nord, il quadro meteorologico è differente, con venti di Tramontana e Grecale che manterranno il clima più asciutto, seppur ventoso.
La fase critica è prevista almeno fino a Mercoledì 21 Gennaio. Si raccomanda di seguire scrupolosamente le direttive della Protezione Civile e di monitorare i bollettini di allerta regionali prima di mettersi in viaggio nelle zone interessate.
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