
Grandi movimenti: l'Inverno gioca le sue carte
Lo scacchiere europeo vedrà contrapporsi due giganti: da un lato le correnti gelide stazionate sul Nord Europa, dall'altro una serie di perturbazioni pronte a investire il comparto occidentale e il bacino del Mediterraneo.
Gli occhi sono puntati sul periodo dopo il 12-13 Febbraio, quando un'irruzione di aria molto fredda di origine artico-continentale potrebbe investire dapprima l'Europa orientale, per poi puntare verso il cuore del Vecchio Continente e l'Italia. Se questa proiezione venisse confermata, assisteremmo a un crollo verticale delle temperature, con valori ben al di sotto delle medie climatiche.
La "Manovra a Tenaglia": rischio Neve a quote basse
Successivamente, l'attenzione si sposta sul comparto Nord Atlantico. Una vasta depressione, alimentata da correnti polari, potrebbe inviare una serie di fronti perturbati verso il Mediterraneo. Si verrebbe così a creare una sorta di manovra a tenaglia: l'Italia si troverebbe stretta tra il gelo da est e l'umidità atlantica da ovest. Questa particolare configurazione favorirebbe la formazione di un vortice ciclonico capace di riportare precipitazioni diffuse a partire dal Centro-Nord. Data la persistenza dell'aria fredda, la neve potrebbe tornare protagonista fino a quote molto basse, se non addirittura in pianura.
Dal punto di vista climatologico, Febbraio è spesso stato il mese delle grandi sorprese. Eventi storici come quelli del 1956, 1985 o del 2012 dimostrano come il cuore dell’inverno possa ancora riservare fasi di gelo crudo alle nostre latitudini.
Anche nell'attuale contesto di cambiamento climatico, tali episodi restano possibili. Il riscaldamento globale, infatti, non elimina la variabilità atmosferica, ma può paradossalmente favorire configurazioni bariche estreme. Indebolimenti del Vortice Polare o blocchi anticiclonici alle alte latitudini possono ancora convogliare masse d’aria gelida verso il Mediterraneo, confermando che l'Inverno ha ancora molto da dire.