Reportage Mareggiata Storica in Sicilia e Calabria: i Video e l'Analisi tecnica del Ciclone Harry

Reportage Mareggiata Storica in Sicilia e Calabria: i Video e l'Analisi tecnica del Ciclone Harry

Onde fino a 10 metri registrate a largo di Catania, lungomari distrutti

Mareggiata storica
L'evento del 20 Gennaio 2026 è destinato a rimanere nella memoria collettiva come una delle mareggiate più violente mai registrate lungo le coste ioniche della Sicilia orientale e della Calabria. Onde alte fino a 10 metri hanno colpito il litorale, causando danni estesi su quasi tutte le aree costiere. Alla base del fenomeno vi è stato un profondo ciclone extratropicale, denominato "Harry", sviluppatosi sull’entroterra tunisino e traslato rapidamente verso il Mediterraneo centrale.

I punti critici della devastazione
L'impatto del mare ha flagellato diverse località, con scenari di emergenza che non si vedevano da decenni.
- Ferrovia sospesa a Scaletta Zanclea (ME): la furia delle onde e le piogge torrenziali hanno causato uno smottamento che ha investito la sede ferroviaria. Un tratto di binari è rimasto letteralmente sospeso nel vuoto per circa 10 metri, imponendo l'immediata interruzione del traffico ferroviario tra Messina e Catania;


- Letojanni, come nel 1985: quella che autorità e cittadini definiscono la mareggiata più violenta degli ultimi 40 anni ha messo in ginocchio la frazione messinese, distruggendo infrastrutture e invadendo abitazioni;

- Catanzaro Lido e il Porto: spinta dal ciclone Harry, la forza dello Ionio si è abbattuta con violenza inaudita sulla costa calabrese. Dalle prime ore di Mercoledì 21 Gennaio, onde imponenti di 6 metri hanno scavalcato le barriere, sommergendo banchine, parcheggi e la sede stradale del quartiere marinaro;

- Scaletta Zanclea e Furci Siculo: mare nelle strade
Momenti di grande tensione si sono vissuti a Scaletta Zanclea (Messina) nella serata di martedì 20 gennaio 2026. La mareggiata ha colpito la costa con onde che hanno superato le barriere, trasformando le vie del centro abitato in veri e propri fiumi di acqua e detriti.

Poco distante, a Furci Siculo, la forza del mare ha invaso il lungomare raggiungendo la sede viaria. Secondo le rilevazioni, le onde hanno sfiorato i 6 metri d'altezza, causando allagamenti diffusi e rendendo necessaria la chiusura di diversi tratti stradali.

- Catania, marosi in città: nel borgo di San Giovanni li Cuti, i marosi hanno scavalcato la scogliera invadendo i locali dello storico ristorante "Andrew’s al Faro". Anche il Porto di Catania ha subito forti limitazioni operative per l'ingresso delle onde nei bacini interni.

Anche il Porto di Catania ha subito la pressione del moto ondoso, con onde che hanno fatto ingresso nei bacini interni costringendo le autorità a limitazioni operative e un monitoraggio costante delle infrastrutture.
Calabria: crolla il lungomare a Melito Porto Salvo
Anche la costa reggina ha pagato un tributo pesantissimo. A Melito Porto Salvo (RC) l’azione erosiva ha causato il collasso di circa 250 metri di lungomare. La "Passeggiata dei Mille" è stata sventrata dalla forza dell'acqua, costringendo la Protezione Civile all'interdizione totale dell'area.

Erosione e video virali: Taormina e Fondachello
Situazione critica anche a Mazzeo di Taormina, dove il mare in tempesta ha accelerato i fenomeni di erosione costiera, indebolendo le fondamenta della pavimentazione stradale. Sui social, intanto, è diventato virale un video registrato dalle webcam di Fondachello (CT): le immagini documentano il momento esatto in cui un'onda imponente travolge la barriera della spiaggia, riversandosi improvvisamente sulla sede stradale.

Analisi tecnica: perché è stata così distruttiva?
La forza straordinaria di questa mareggiata non è stata casuale, ma il risultato di una complessa combinazione di fattori:
- L'ampiezza del Fetch: i venti di Scirocco e Levante hanno soffiato senza ostacoli su un tratto di mare libero estremamente vasto tra il Canale di Sicilia e lo Ionio. Questo ha permesso alle onde di accumulare energia cinetica e altezza in modo progressivo;
- Il Gradiente Barico: la notevole profondità del minimo depressionario ha sostenuto venti intensi e continui per molte ore. Non si è trattato di un impulso rapido, ma di una sollecitazione prolungata che ha impedito al mare di "smaltire" l'energia;
- Sovrapposizione di onde: il "mare lungo" (onde generate lontano dal punto di impatto) si è sovrapposto alle onde generate localmente dal vento, creando frangenti irregolari e molto più violenti del normale;
- Morfologia dei fondali: i fondali ionici, che degradano rapidamente verso grandi profondità, hanno permesso alle onde di mantenere quasi tutta la loro potenza fin sotto la costa, scaricandola direttamente sulle infrastrutture urbane.

Venti fortissimi e Fetch ampio
Si è trattato di un evento di portata storica, paragonabile solo alle tempeste più estreme del secolo scorso, che conferma la crescente vulnerabilità dei nostri litorali di fronte a cicloni mediterranei sempre più profondi.


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