
Un treno di perturbazioni verso l'arco alpino
Il quadro meteorologico attuale resta fortemente instabile. Un vero e proprio "treno di perturbazioni" sta per colpire l'Italia, dopo aver già dispensato accumuli nevosi significativi nelle ultime ore, con fiocchi che si sono spinti localmente fino a quote molto basse o addirittura in pianura nel basso Piemonte. E ora nuovi fronti perturbati sono pronti a colpire i rilievi.
Mercoledì e Venerdì: le giornate chiave
La giornata di Mercoledì 4 Febbraio vedrà il transito di un sistema nuvoloso che riporterà la neve sulle Alpi mediamente sopra gli 800-900 metri. Gli accumuli più rilevanti sono attesi sui settori orientali e su tutto il Triveneto, dove si potranno registrare fino a 30-40 cm di neve fresca in poche ore.
La giornata di mercoledì 4 febbraio vedrà il transito di un sistema nuvoloso che riporterà la neve sulle Alpi mediamente sopra gli 800-900 metri. Gli accumuli più rilevanti sono attesi sui settori orientali e su tutto il Triveneto, dove si potranno registrare fino a 30-40 cm di neve fresca in poche ore
Dopo un Giovedì 5 Febbraio relativamente più asciutto, un nuovo peggioramento è atteso per Venerdì 6 Febbraio, ovvero proprio in concomitanza con l'apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina.
Questo fronte colpirà inizialmente i settori occidentali per poi estendersi rapidamente a quelli orientali entro sera. A causa del rinforzo dei venti di Scirocco, la quota neve subirà un lieve rialzo, attestandosi mediamente sopra i 900-1000 metri. In questa fase sono previsti ulteriori 20-30 cm di accumulo.
Verso il metro di neve a Cortina
Sommando quanto già caduto e quanto previsto entro il weekend, su molte aree alpine, inclusa la sede olimpica di Cortina d'Ampezzo, i quantitativi complessivi di neve fresca potranno avvicinarsi al metro di spessore. Una notizia eccellente per il contesto sportivo, che tuttavia richiede attenzione sul fronte della viabilità.
Sicurezza in quota: i pericoli del manto fresco
L'abbondanza delle precipitazioni impone però una doverosa cautela. L’ingente carico di neve fresca su un manto preesistente non ancora consolidato provocherà un sensibile aumento del rischio valanghe, in particolare oltre i 1700-1800 metri di altitudine. Prima di intraprendere qualsiasi attività in quota, è fondamentale consultare i bollettini nivologici ufficiali per muoversi in totale consapevolezza.
