
Le ultime analisi dei modelli matematici hanno inziato a delineare un quadro più chiaro, con prospettive interessanti per le prossime settimane.
Gelo in ritirata: l'evoluzione del quadro meteo
Fino a pochi giorni fa, le mappe meteorologiche tracciavano un destino differente per l’Italia, ipotizzando l'arrivo del gelo da Nord-Est intorno alla metà del mese. Tuttavia, con il passare delle ore, i principali centri di calcolo hanno operato una decisa revisione, riducendo drasticamente le probabilità di un'ondata di freddo continentale imminente.
Quella che sembrava poter essere una colata gelida capace di riportare scenari rudi su tutta la Penisola è stata dunque ridimensionata.
Si conferma così un trend osservato frequentemente negli ultimi anni: le ondate di freddo intenso faticano a raggiungere il bacino del Mediterraneo, restando spesso confinate alle alte latitudini europee o scivolando verso i settori orientali del Continente.
Prospettive per metà mese: tra mitezza e instabilità
Una volta che si esaurirà la fase perturbata destinata a portare ulteriori piogge diffuse e neve soprattutto alle quote montane, lo scenario potrebbe cambiare, ma solo leggermente:
- Rimonta anticiclonica: il flusso atlantico tenderà ad alzarsi di latitudine, permettendo una parziale protezione dell'alta pressione sul Mediterraneo;
- Correnti umide: nonostante la protezione dell'anticiclone, resterà aperto uno spiraglio per correnti occidentali più miti, capaci di innescare episodi di instabilità soprattutto sulle regioni tirreniche e al Nord.
Per il momento, il vero gelo rimarrà confinato nell'estremo Nord-Est dell'Europa. L'Italia si ritrova ancora una volta in attesa di un segnale invernale più deciso. Sarà fondamentale monitorare l'evoluzione verso la fine del mese di Febbraio e l'inizio di Marzo, un periodo che statisticamente ha spesso riservato sorprese dinamiche e tardivi ritorni del freddo.