
Goccia fredda e scontri termici importanti
Il motore di questa imminente rottura estiva è l'isolamento di una "goccia fredda" in quota (tecnicamente definita cut-off), un nucleo di aria gelida e fortemente instabile situato a circa 5000 metri di altezza che si staccherà dal flusso principale nord-atlantico per muoversi verso il Mediterraneo. Quando questa vera e propria "bolla" instabile transiterà sopra i nostri territori e su specchi d'acqua marina precedentemente surriscaldati fino a 28-29°C, il contrasto termico che si genererà sarà letteralmente esplosivo. Il calore accumulato al suolo in questi giorni fungerà da potentissimo carburante atmosferico: l’aria calda e umida, essendo più leggera, verrà sollevata verso l'alto in modo estremamente violento. Questo processo dinamico darà vita a enormi cumulonembi a grandissimo sviluppo verticale, all'interno dei quali si innescheranno fenomeni severi. Oltre a grandinate e nubifragi localizzati, il pericolo maggiore sarà rappresentato dai violenti downburst: correnti discendenti talmente rapide da scaraventarsi al suolo e aprirsi a ventaglio con raffiche orizzontali in grado di superare i 100 km/h, con conseguenti rischi di danni alle strutture e sradicamento di alberi.
Le previsioni per la prossima settimana
Delineare con precisione chirurgica la traiettoria di una goccia fredda è una delle sfide più complesse per i modelli fisico-matematici, dato il suo movimento erratico e quasi caotico, ma l'ipotetica evoluzione sul nostro Paese mostra una tendenza generale ormai tracciata. Le regioni del Nord si troveranno in prima linea e saranno le prime a essere investite dal fronte instabile proprio da mercoledì 1° luglio. Settori come Alpi, Prealpi, il Nord-Ovest e l'alta pianura padana saranno i territori a più alto rischio di supercelle temporalesche isolate ma violentissime, associate a grandine di grosse dimensioni. Successivamente, nelle giornate di giovedì e venerdì, il nucleo fresco scivolerà progressivamente verso meridione, andando a intaccare la stabilità atmosferica delle regioni centrali.
In definitiva, la fase perturbata in arrivo non deve essere interpretata come una crisi vera e propria della stagione, bensì come un fisiologico break temporalesco all'interno di un contesto solido. Una volta smaltito il nucleo di aria fresca, infatti, l'alta pressione riprenderà rapidamente il controllo del Mediterraneo: le temperature torneranno a salire, assestandosi su valori più vicini alla norma del periodo rispetto alla fiammata africana, ma mantenendosi comunque sempre leggermente sopra la media climatologica.