Mentre la Sicilia e Calabria ionica si trovano a fronteggiare le conseguenze estreme del ciclone Harry, il versante tirrenico della Calabria sta subendo una sequenza di mareggiate di rara frequenza. Un ritmo com pochi precedenti. I dati raccolti evidenziano un’anomalia climatica significativa: nell’arco di soli 40 giorni, la costa tirrenica è stata colpita da ben tre mareggiate di forte intensità. Sebbene la natura dei fenomeni differisca dai regimi ciclonici che hanno interessato l'area ionica, la persistenza e la forza d'urto di questi eventi stanno mettendo a dura prova la resilienza delle infrastrutture costiere.
L’ultimo episodio in ordine cronologico si è verificato nella giornata di martedì, colpendo con particolare violenza il comune di Bagnara Calabra. Il territorio della Costa Viola, caratterizzato dalla sua peculiare morfologia a picco sul mare, è stato investito da imponenti marosi con onde che hanno raggiunto a tratti anche i 5 metri di altezza. 
Nonostante il confronto con il ciclone Harry veda quest'ultimo come l'evento più distruttivo su scala regionale, la "tripletta" di mareggiate tirreniche rappresenta un campanello d'allarme per l'erosione costiera. La frequenza ravvicinata dei fenomeni non permette al litorale di drenare e stabilizzarsi, aumentando la vulnerabilità dei centri abitati come Bagnara.
In questo scenario di emergenza, la macchina dei soccorsi è rimasta costantemente operativa per garantire la pubblica incolumità. Un ruolo cruciale è stato svolto dai Vigili Urbani, impegnati senza sosta nel monitoraggio delle aree critiche.