Successivamente, tra Giovedì e Venerdì, questo fronte instabile scivolerà verso le regioni del Centro-Sud, provocando anche su questi settori rovesci e temporali sparsi.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia la complessità di questa transizione, spiegando che prevedere con largo anticipo l'esatta collocazione di questi fenomeni è un compito davvero arduo per i modelli matematici in questo momento e le sorprese sono dietro l’angolo. In atmosfera è presente talmente tanta energia in gioco che i temporali possono esplodere ovunque e in modo repentino. In questo contesto, anche il mare gioca un ruolo cruciale e preoccupante: con temperature superficiali record che hanno raggiunto i 29°C, il bacino mediterraneo smette di fare da mitigatore e si trasforma in benzina pura per il maltempo, esaltando la violenza dei fenomeni.
Il vero pericolo associato a questa rottura barica è rappresentato dalla severità dei fenomeni convettivi. Il forte contrasto termico tra l'aria fresca in ingresso e lo strato caldo e umido preesistente solleverà violentemente l'aria verso l'alto, creando le condizioni ideali per la nascita di supercelle capaci di generare grandine di grosse dimensioni, potenzialmente rovinose per le coltivazioni e le infrastrutture. Massima attenzione andrà posta anche al rischio di downburst: si tratta di violente raffiche di vento lineari che scendono perpendicolarmente dal temporale, espandendosi orizzontalmente a velocità che possono superare i 100 km/h, provocando danni simili a quelli di una tromba d'aria.
Il danno, ormai, è fatto. Con un mare così bollente e un'atmosfera altrettanto surriscaldata, secondo l'esperto è del tutto utopistico sperare in un netto e duraturo calo termico su scala nazionale. Certo, nei prossimi giorni percepiremo un po' di refrigerio e una parziale flessione delle temperature, ma si tratterà di un sollievo relativo dovuto semplicemente al fatto che veniamo da un periodo meteo letteralmente folle dal punto di vista termico.