
Insomma, un meteo sempre più estremo.
Supercella gigante al Nord: la traiettoria dalla Lombardia all'Adriatico
La giornata di Martedì 21 Luglio ha visto un rapido peggioramento delle condizioni meteo a partire dalle regioni del Nord con le prime grandinate su Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il primo innesco si è verificato nella provincia di Bergamo, dove la forte energia a disposizione ha alimentato una supercella temporalesca gigante e ben strutturata. Nella zona di Sottomarina (VE) è stata segnalata una tromba marina che ha causato danni ad uno stabilimento balneare.
Mantenendo un'elevata organizzazione interna (mesociclone all'interno del temporale: area di bassa pressione), il sistema si è poi diretto rapidamente verso sud-est lungo la fascia adriatica colpendo in particolare l'Abruzzo tra il pomeriggio e la serata. Particolarmente flagellata è stata la provincia di Teramo e l'intera linea costiera, investite da fenomeni particolarmente intensi.
Grandine ernorme in Abruzzo
La supercella transitata a Roseto degli Abruzzi (TE) ha scaricato al suolo chicchi enormi di grandine, di circa 15 cm di diametro; si tratterebbe del nuovo record di dimensioni per l'Abruzzo. Queste "palle di ghiaccio" sono paragonabili alle dimensioni di un pompelmo, caduti da oltre 8 km d'altezza (tanto misura un cumulonembo) a una velocità spaventosa.
I danni materiali sono ingenti: centinaia di autovetture hanno riportato parabrezza frantumati e carrozzerie letteralmente crivellate, mentre non si contano i tetti divelti e i danni irreversibili alle colture agricole. Contestualmente, la costa è stata colpita da improvvisi picchi del moto ondoso e raffiche di vento furiose che hanno scompaginato e travolto gli stabilimenti balneari. Le foto qui sotto testimoniano la porta dell'evento estremo.

Mentre il Centro-Nord faceva i conti con le grandinate e i nubifragi, il Mezzogiorno, e in special modo la Sicilia, viveva un'ennesima giornata da bollino rosso all'interno di un'ondata di calore estrema.
La notte tra Martedì 21 e Mercoledì 22 Luglio è entrata di diritto nella storia climatica recente del capoluogo siciliano. A causa dei continui venti di Scirocco e dell'effetto di compressione dovuto alla bolla d'aria subsidente, la temperatura a Palermo a mezzanotte era ancora a 40°C, azzerando qualsiasi raffrescamento naturale e rendendo l'aria quasi irrespirabile.
Durante il giorno, nelle zone interne e lungo le piane dell'isola, numerose stazioni meteo hanno registrato massime superiori ai 43°C, con picchi locali ancora più elevati. Il combinato disposto di temperature estreme e siccità prolungata continua a mantenere al massimo il livello di allerta incendi, mettendo a dura prova la tenuta delle reti elettriche e idriche regionali.