
Dopo gli ultimi disturbi che nel corso di Domenica 11 Gennaio hanno interessato soprattutto le regioni adriatiche e parte del Sud, dovuti ad un vortice ciclonico ormai in definitivo allontanamento verso levante, la pressione atmosferica sta progressivamente aumentando. Un ampio e robusto corridoio anticiclonico, esteso dal comparto iberico fino alla penisola scandinava, ha già favorito un miglioramento deciso delle condizioni meteo su molte aree del Paese, riportando tempo stabile e in prevalenza soleggiato sulle regioni settentrionali e sul versante tirrenico del Centro.
PRESSIONE IN AUMENTO, MA ANCHE TANTE NUBI
Nei prossimi giorni l’alta pressione tenderà a consolidarsi ulteriormente, avvolgendo gran parte dell’Italia e garantendo un tempo piuttosto tranquillo. Tuttavia, siamo nel pieno della stagione invernale e le strutture anticicloniche, in questo periodo dell'anno, non presentano la stessa solidità e durata tipica dei mesi estivi. Già nel corso della giornata di Lunedì 12 Gennaio, ma in maniera ancora più evidente da Martedì 13 Gennaio, i venti inizieranno a disporsi dai quadranti meridionali, favorendo l’afflusso di masse d’aria sì più miti, ma anche molto più umide.
Ciò provocherà un progressivo aumento della copertura nuvolosa, soprattutto sulle regioni tirreniche e su buona parte del Nord, con la possibilità anche di deboli piogge: i settori maggiormente a rischio di precipitazioni saranno quelli di Nord-Ovest, in particolare la Liguria, ma non si escludono occasionali fenomeni anche sulle coste settentrionali della Toscana.
Entro Giovedì 14 Gennaio, qualche pioggia potrà estendersi anche verso il Lazio, seppur in un contesto non di importante maltempo.
Il vero cambiamento sarà quello termico: registreremo, infatti, un generale aumento delle temperature, con valori che torneranno a portarsi su livelli più consoni al periodo o addirittura superiori alle medie stagionali. Questo rialzo sancirà, di fatto, la conclusione della parentesi fredda che ha caratterizzato questo avvio di 2026, soprattutto durante le ore notturne e al primo mattino.
Vista la distanza temporale e la naturale variabilità delle dinamiche atmosferiche, sarà necessario attendere i prossimi aggiornamenti per valutare con maggiore precisione intensità, tempistiche e aree maggiormente coinvolte.