
Prima perturbazione già in avvio di settimana
Già nel corso Lunedì 11 Maggio il passaggio di una prima perturbazione provocherà dei rovesci al Nord e sui settori tirrenici (Toscana e Lazio): va detto che, in questo caso, si tratterà della classica instabilità primaverile con precipitazioni che dureranno al massimo una o due ore prima del ritorno del sole.
Sul resto del Paese avremo invece maggiori spazi soleggiati e temperature sopra la media, grazie alla rimonta di una vasta area di alta pressione di origine subtropicale (interno del deserto del Sahara) che si espanderà su parte del bacino del Mediterraneo. Di fatto, specie al Sud, registreremo la prima ondata di calore africano della stagione: la vera notizia riguarderà le temperature, previste in deciso aumento con punte di 30-33°C su Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Mercoledì 13 Maggio: seconda perturbazione, occhio alla grandine
Gli ultimi aggiornamenti hanno poi confermato per Mercoledì 13 Maggio l'arrivo di una seconda perturbazione, che si preannuncia più insidiosa della precedente. La causa va ricercata nel classico, ma sempre pericoloso, scontro tra masse d'aria dalle caratteristiche opposte: quella fresca oceanica e quella calda, di matrice subtropicale, che nel frattempo avrà invaso la Penisola.
Questa configurazione aumenterà il rischio di grandine: il caldo accumulatosi nei bassi strati dell'atmosfera fungerà infatti da vero e proprio carburante per le celle temporalesche. L'energia potenziale in gioco sarà elevatissima, e i temporali, una volta innescati, potranno scatenare grandine e forti raffiche di vento.
Il bersaglio principale di questa seconda ondata di maltempo sarà ancora il Centro-Nord, dove sono attesi fenomeni localmente violenti.
Da Giovedì 14 Maggio la Terza perturbazione: nuovi Temporali e rischio allagamenti
Nel corso di Giovedì 14 e Venerdì 15 Maggio registreremo la terza perturbazione della settimana: correnti fresche e instabili scivoleranno verso il bacino del Mediterraneo, destabilizzando nuovamente l'atmosfera e creando le condizioni per la genesi di eventi meteo anche estremi. Questa volta si formerà un vero e proprio vortice sui nostri mari, capace di innescare precipitazioni particolarmente intense e persistenti. Il rischio principale è rappresentato dalla formazione di temporali, anche sistemi autorigeneranti o supercelle, alimentati proprio dall'enorme divario termico tra il suolo "riscaldato" e l'aria fresca in quota.
Ancora una volta le regioni del Centro-Nord si troveranno in quella pericolosa area di convergenza dove potrebbero verificarsi eventi estremi come grandine, colpi di vento improvvisi e locali allagamenti.