
Il "motore" di questa eccezionale fiammata africana si trova, come spesso accade, sopra il deserto del Sahara, tra l'Algeria, la Tunisia e la Libia. Da lì, un gigantesco promontorio di alta pressione si allungherà verso il Mediterraneo, finendo per risucchiare l'aria rovente subtropicale e spingerla direttamente sopra l'Italia.
Prossima settimana rovente: picchi diffusi di 39°C
La fiammata inizierà a farsi sentire sul serio già da lunedì 22 giugno, quando la colonnina di mercurio supererà diffusamente i 35°C in moltissime città, con punte che a Firenze sfioreranno addirittura i 38-39°C. La situazione sarà esacerbata da quello che in gergo tecnico viene chiamato "blocco atmosferico": la massa d'aria calda rimarrà letteralmente intrappolata sopra i nostri mari (già caldi per il periodo), favorendo un'evaporazione massiccia che caricherà l'aria di umidità, trasformando il caldo in una morsa di afa opprimente.
Isola di calore e notti super tropicali
Il vero test di resistenza arriverà però dopo il tramonto, specialmente nei grandi centri urbani come Milano, Bologna, Firenze e Roma. Qui entrerà in gioco l'effetto "isola di calore": il cemento e l'asfalto tratterranno il calore accumulato di giorno, impedendo alle temperature di scendere.
Ci troveremo così ad affrontare le cosiddette "notti super tropicali", un termine recente usato dai meteorologi per descrivere un fenomeno purtroppo sempre più comune, con minime notturne che faranno fatica a scendere sotto i 25-27°C e tassi di umidità che sfioreranno l'80%, rendendo difficile persino riposare.
Tuttavia, non avremo un cielo ovunque sereno e immobile. Questo mix esplosivo di temperature altissime e umidità alle stelle accumulerà nei bassi strati un'enorme quantità di energia potenziale (chiamata in codice CAPE). Questa energia fungerà da vero e proprio carburante per lo sviluppo di temporali di calore improvvisi e localizzati, con una probabilità più alta tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno.
L'innesco avverrà nelle ore pomeridiane soprattutto sui rilievi di Alpi e Appennini, dove l'aria fresca in quota si scontrerà con il suolo surriscaldato. C'è il forte rischio che questi temporali riescano poi a scendere verso le pianure del Nord e parte del Centro, dando vita a fenomeni brevi ma potenzialmente violenti, accompagnati da grandinate e forti raffiche di vento capaci, se non altro, di abbassare temporaneamente le temperature.