
Dai territori della Penisola Iberica fino alle isole britanniche, i termometri si preparano a registrare picchi che si collocano ai margini superiori dei record storici. Insomma, una calura record.
All'origine di questa straordinaria calura c'è la rapidissima espansione di un immenso promontorio anticiclonico alimentato da correnti roventi provenienti direttamente dal deserto del Sahara. Quando una simile struttura si stabilizza al di sopra del continente europeo, prende vita il fenomeno dell'“Heat Dome”, ovvero la cupola di calore. In questa particolare configurazione, l'alta pressione agisce a tutti gli effetti come un pesante coperchio atmosferico, schiacciando l'aria verso il basso; questo movimento discendente comprime la massa d'aria e, per via adiabatica, ne innalza ulteriormente la temperatura originaria. Il calore rimane così letteralmente intrappolato nei bassi strati dell'atmosfera, accumulandosi progressivamente di giorno in giorno, azzerando quasi del tutto la ventilazione ed impedendo sia la formazione di nuvole sia lo sviluppo di temporali rinfrescanti.
Gli ultimi aggiornamenti del centro di calcolo europeo (ECMWF), illustrati nella mappa qui sotto, mostrano anomalie termiche impressionanti, capaci di spingersi fino a 15°C oltre le medie stagionali: un valore del tutto fuori scala per il mese di Giugno.
La Penisola Iberica farà da apripista e da principale corridoio per questa massa d'aria sahariana, registrando temperature massime che supereranno diffusamente la soglia dei 40°C. I picchi più estremi, intensi e prolungati nel tempo si concentreranno nelle vallate interne e nelle regioni meridionali della Spagna, in particolare in Andalusia, dove la colonnina di mercurio potrebbe persino toccare punte proibitive di 45-46°C.
Francia: caldo eccezionale, previste punte di 44°C
Subito dopo, il vero e proprio baricentro di questa eccezionale anomalia si sposterà sulla Francia, che si troverà nel cuore pulsante della cupola di calore. L'intero territorio transalpino sarà investito dalla fase più acuta del fenomeno, ma saranno soprattutto le aree occidentali della nazione transalpina a registrare valori record: qui si toccheranno addirittura punte straordinarie di 44°C, specialmente attorno alla città di Bordeaux, dove sono attesi picchi locali storici e valori veramente incredibili. La situazione non sarà meno critica a Parigi, dove il termometro potrebbe raggiungere i 40°C e stabilizzarsi su questa cifra per ben 2 o 3 giorni di fila, creando uno stress termico prolungato e gravoso.
Germania: massime vicine ai 40°C
Parallelamente, l'asse dell'anticiclone si allungherà con decisione verso est, inglobando gran parte della Germania. Molte delle principali città tedesche si troveranno a sperimentare massime vicine ai 40°C, vivendo giornate letteralmente roventi e caratterizzate da un clima del tutto estraneo alla normale e mite variabilità delle estati mitteleuropee.
Inghilterra: a Londra si raggiungeranno i 36-37°C
Tuttavia, l'elemento forse più sbalorditivo dell'intera configurazione meteorologica riguarda l'Inghilterra. La lingua di aria rovente riuscirà infatti a valicare il Canale della Manica, spingendosi insolitamente verso nord. L'attenzione è concentrata soprattutto tra Martedì 23 e Mercoledì 24 Giugno, quando Londra e le aree limitrofe del sud del Paese potrebbero veder schizzare i termometri fino a 36-37°C.
A peggiorare lo stress bioclimatico si aggiungeranno le cosiddette notti tropicali, con temperature minime che non scenderanno sotto i 20°C. Si tratta di uno scenario estremamente severo per il Regno Unito, dove le case, i trasporti su rotaia e le infrastrutture civili non sono strutturalmente progettati per sopportare e dissipare un simile carico termico.
Ciò che preoccupa maggiormente gli esperti del settore, in conclusione, non è soltanto l'altezza dei picchi termici assoluti, ma l'enorme estensione geografica di questo anticiclone unita alla sua persistenza. I modelli predittivi indicano chiaramente che questa anomalia ha tutta l'energia necessaria per insidiare o abbattere i record storici stabiliti durante la terribile Estate del 2003. Quell'evento rappresentò un vero e proprio punto di svolta per la climatologia del Vecchio Continente, poiché colse di sorpresa nazioni del tutto impreparate a gestire temperature di stampo africano. L'attuale evoluzione atmosferica ripropone oggi dinamiche molto simili, imponendo il massimo stato di allerta alle autorità sanitarie e meteorologiche europee.
Per un approfondimento su questi temi il VIDEO SKY in alto con Lorenzo Tedici.
