
Il Ciclone d'Islanda spinge un fronte temporalesco
Il motore di questo cambiamento sarà un profondo ciclone posizionato
sull'Islanda. Questa vasta area di bassa pressione riuscirà a pilotare un
fronte temporalesco verso il cuore del Vecchio Continente, costringendo
l'anticiclone africano a ritirarsi parzialmente verso sud.
L'aria fresca e instabile collegata a questa perturbazione
nord-atlantica riuscirà a scavalcare la barriera alpina, infiltrandosi nei
bordi settentrionali della cupola di alta pressione.
Energia Potenziale altissima: rischio fenomeni meteo
estremi
Il vero problema non sarà la perturbazione in sé, ma lo stato del
"terreno" che troverà al suo arrivo. Settimane di caldo ininterrotto,
temperature di 40°C in pianura e la fortissima evaporazione dei mari e dei
bacini idrici hanno accumulato nei bassi strati dell'atmosfera una quantità
eccezionale di umidità e calore.
In termini meteorologici,
questo scenario si traduce in un quantitativo enorme di energia potenziale
in gioco (CAPE - Convective Available Potential Energy).
Quando le correnti
fresche e instabili in quota impatteranno contro questo strato d'aria caldo e
saturo di umidità, il contrasto termico agirà come un detonatore su una vera e
propria polveriera atmosferica. L'aria calda sarà costretta a salire violentemente
verso l'alto, condensandosi in enormi sistemi temporaleschi e innescando
fenomeni potenzialmente estremi come grandinate (con chicchi di grosse
dimensioni), nubifragi lampo (grandi quantità di pioggia in pochissimo
tempo), downburst (violente raffiche di vento lineari in uscita dal
temporale).
Con questo tipo di
configurazione barica, le regioni maggiormente esposte ai contrasti termici più
violenti potrebbero essere il Nord e le zone interne del Centro: data
la distanza temporale, al momento non è possibile scendere nei dettagli
delle singole province o zone colpite. I temporali, per loro natura, sono
fenomeni localizzati: stabilire con precisione dove colpirà la grandine o dove
si verificherà il nubifragio sarà possibile solo a ridosso dell'evento
(nowcasting). Detto questo in caso di precipitazioni le temperature potrebbero subire un brusco, seppure temporaneo, deciso calo.
Non aspettiamoci però una rottura importante dell'Estate. La tendenza a
lungo termine del Centro Europeo suggerisce che questo cedimento potrebbe essere solo temporaneo.
Subito dopo il passaggio del fronte temporalesco, l'anticiclone
africano proverà prontamente a riprendersi lo spazio perduto, distendendosi
nuovamente sul Mediterraneo e ripristinando, nel corso della prima decade di Luglio, condizioni di stabilità e caldo intenso a partire dalle regioni
meridionali. Se ciò venisse confermato non escludiamo che possano ripetersi delle ondate di caldo con punte massime di temperatura fino a 40°C specie nelle zone interne delle due Isole Maggiori.
Vi terremo aggiornati.