
L'avvio di settimana (Lunedì 29 e Martedì 30) sarà ancora all'insegna del caldo con punte massime di temperature fino a 38-39°C in diverse zone del Centro Nord, in Puglia (foggiano) e su parte delle due Isole Maggiori. Tuttavia, non mancheranno alcuni temporali di calore sulle zone montuose di Alpi e Appennini (in locale estensione alle vicine pianure) segno inequivocabile che qualcosa sta per cambiare.
Ecco la drastica svolta temporalesca: l'insidia della "goccia fredda" in quota
Il motore di quella che sarà a tutti gli effetti una drastica svolta temporalesca è l'isolamento di una goccia fredda in quota (tecnicamente definita cut-off). Si tratta di un nucleo di aria molto fredda e instabile alle alte quote (attorno ai 5000 metri) che si stacca dal flusso principale nord-atlantico, muovendosi autonomamente verso le nostre latitudini. Quando questa "bolla" di aria instabile transiterà sopra li nostri territori e mari (valori dell'acqua marina intorno ai 28-29°C) precedentemente surriscaldati da temperature vicine ai 40°C si creerà un contrasto termico esplosivo.
Il calore accumulato al suolo funge da vero e proprio "carburante" per l'atmosfera. L'aria calda e umida, essendo più leggera, viene sollevata violentemente verso l'alto dando vita a enormi cumulonembi in grado di provocare grandinate e nubifragi. Non solo, all'interno di queste nubi si innescano correnti discendenti talmente rapide da scaraventarsi al suolo, provocando il fenomeno del downburst: raffiche di vento orizzontali che possono superare i 100 km/h.
La traiettoria di una goccia fredda è storicamente una delle configurazioni più complesse da tracciare per i modelli fisico-matematici, poiché si muove in modo quasi caotico. Di conseguenza, delineare nel dettaglio quali saranno i comuni o le zone più colpite ad ora è quasi impossibile. Possiamo però tracciare una tendenza generale: al momento le regioni del Nord saranno le prime a essere investite dal fronte instabile da Mercoledì 1° Luglio. Alpi, Prealpi e le pianure adiacenti (in particolare il Nord-Ovest e l'alta pianura padana) sono i settori a maggior rischio di supercelle temporalesche e grandinate. Successivamente il nucleo fresco scivolerà parzialmente verso sud, andando a intaccare la stabilità atmosferica delle regioni centrali, specialmente lungo il settore appenninico e il versante adriatico, dove si attendono temporali localmente di forte intensità.
Al passaggio del fronte e nei giorni successivi le temperature sono previste in deciso calo e si porteranno su valori più consoni alla media segnando di fatto la fine di questa ondata di caldo estremo.