
Già dalle prossime ore l'irruzione di fredde correnti di origine polare sul bacino del Mediterraneo favoriranno la formazione di un insidioso vortice depressionario sui nostri mari. Questa configurazione richiamerà venti impetuosi di Bora e Grecale, che sferzeranno le coste adriatiche e le regioni centro meridionali, portando un crollo termico verticale e trasformando la pioggia in neve su tutto l'Appennino centrale.
Prossime 72 ore con bufere di neve: le aree più colpite
La fase più critica colpirà proprio tra Mercoledì 1 e Giovedì 2 Aprile, con l'Abruzzo nel mirino delle precipitazioni più abbondanti. Qui la neve scenderà a quote insolitamente basse per il periodo, imbiancando le colline, localmente fino a 500 metri, con accumuli oltre al mezzo metro in 72 ore sulle zone montuose. Località come Roccaraso e Campo imperatore sperimenteranno vere e proprie bufere di neve come non si vedeva da tanto tempo. Le nevicate interesseranno anche i rilievi del Molise fino a 700-800 metri nonché quelli di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia a quote superiori ai 1200-1300 metri. Possibili nevicate fino a quote molto basse infine anche sulle Alpi di confine.
La mappa qui sotto mette bene in evidenza le zone maggiormente a rischio e le quote a cui scenderanno i fiocchi.
Una curiosità. Sulle aree interne adriatiche il fenomeno sarà reso ancora più intenso dal cosiddetto effetto "stau": in meteorologia, lo stau si verifica quando una massa d'aria umida è costretta a risalire un rilievo montuoso, raffreddandosi e condensandosi in nubi e precipitazioni persistenti sul versante esposto al vento.