
Ma quando è iniziata questa trasformazione estrema? Il cambiamento climatico è in atto ormai da 10/15 anni con effetti sempre più marcati in particolare proprio sul bacino del Mediterraneo. Se nell'Agosto del 2017 l'anticiclone africano ci aveva scioccato portando per la prima volta i mari italiani oltre la soglia psicologica dei 30°C, quell'evento eccezionale oggi non è più il picco assoluto. Il 14 Agosto 2024, il Mar Tirreno meridionale (in particolare al largo delle Isole Eolie, davanti a Lipari) ha registrato i picchi italiani più alti, con temperature superficiali che hanno toccato punte locali di 30,8°C. Si tratta di valori tipici del Mar dei Caraibi, non del Mediterraneo centrale (fonte: Rilevazioni satellitari del Copernicus Marine Environment Monitoring Service). Nello stesso periodo le temperature dell'acqua dell’alto Adriatico hanno superato i 29,5 °C per giorni consecutivi, con picchi costieri oltre i 30 °C (30,3°C il record al Lido di Venezia).
Quest’anno potremmo replicare quanto visto nel recente passato a causa del cambiamento climatico in atto. A Maggio abbiamo registrato un evento eccezionale: la prima e vera ondata di caldo anomalo della stagione, che ha investito l'Italia portando i termometri a toccare picchi di oltre 36°C. Questa massa d'aria rovente non si è limitata ad arroventare le nostre città, ma ha ceduto enormi quantità di calore al bacino del Mediterraneo, innescando quella che in climatologia viene definita una Marine Heatwave (ondata di calore marino).
Che cos'è una Marine Heatwave?
Così come avviene sulla terraferma, anche il mare può subire
delle vere e proprie "ondate di calore". Si parla di Marine Heatwave
quando la temperatura superficiale dell'acqua supera per diversi giorni
consecutivi (o addirittura settimane) la media climatologica del periodo. Il
Mediterraneo è particolarmente vulnerabile a questo fenomeno perché è un bacino
semichiuso: l'acqua si scalda molto più velocemente rispetto agli oceani aperti
e disperde il calore con molta più difficoltà.
Osservando la mappa delle
anomalie della temperatura superficiale del mare (SST) elaborata da Copernicus,
l'impatto di questo calore precoce è visivamente impressionante. Nelle zone
evidenziate dai colori più scuri e rossi, stiamo osservando scarti termici che
possono superare i +3°C o +4°C oltre la media stagionale, una deviazione enorme
per un ecosistema marino. La mappa rende evidente come l'accumulo di calore non
sia limitato a singole coste, ma coinvolga ampie porzioni del bacino del
Mediterraneo attorno all'Italia, trasformandolo in un vero e proprio
"serbatoio" di energia.