Siamo in Liguria, in Provincia di Savona, esattamente tra Finale e Pietra Ligure in un piccolo angolo di Paradiso chiamato Borgio-Verezzi.
Il territorio dal profumo mediterraneo presenta sfondi dai colori caldi e un perfetto incontro tra terra e mare. Il Paese, grazie alla presenza del mare e alla posizione geografica,gode di un clima prettamente mitigato durante gli inverni e caldo ma ventilato durante l’estate; anche nei mesi più freddi infatti, il borgo si colora con tante fioriture tipiche della macchia mediterranea e piante di agrumi cariche di frutti.
Secondo gli storici la zona risulta abitata sin dal paleolitico e lo confermano i numerosi ritrovamenti di fossili nelle caverne delle Arene Candide (a Finale) e in quelle tra le rocce dell’Orera, dove è situata Verezzi.
Il territorio però nasconde dei tesori anche nel sottosuolo, numerosi cunicoli e grotte si sono scavate con il tempo creando dei capolavori di bellezza inestimabile.
Verso la fine del 1920, in seguito a numerose esondazioni del Rio Battorezza, il podestà dell’epoca decise di scavare un pozzo nell’alveo del torrente al fine di allargare le fratture in cui l’acqua pareva scomparire e così creare uno sfogo per la furia dell’acqua.
Si scavò circa dieci metri, ma i lavori terminarono poc'anzi per mancanza di fondi.
Negli anni 30 ci fu una massiccia alluvione che completò l’opera: la forza dell’acqua sfondò il sottile strato di roccia scomparendo nelle viscere della terra aprendo un varco verso la Grotta.
Nel 1933 tre coraggiosi ragazzini Lillo, Tito e Valentino si calarono nel pozzo e scoprirono per primi la prima sala delle grandi Grotte di Borgio-Verezzi, dove con il fumo delle candele scrissero su una parete la data dell’esplorazione e i loro nomi.
Soltanto nel 1951, un gruppo di speleologi di Albenga capitanati da Giovanni Dentella iniziò una perlustrazione più dettagliata della grotta scoprendone un’estensione di alcuni chilometri. Iniziarono così una seri di lavori fino al 29 giugno 1970, quando le grotte vennero inaugurate e aperte al pubblico.
Parte della struttura è stata soggetta anche a mutamenti, provocati da crolli ricollocabili all’andamento climatico stagionale che ha effetti sulla roccia del sottosuolo.
Nella cavità, lo sgocciolamento del soffitto, ha permesso la formazione di stalattiti; in secondo piano la medesima goccia che cade al suolo ha formato delle stalagmiti. I tempi di crescita sono molto lunghi: per prendere forma le concrezioni necessitano infatti di molti anni. Le più grandi formazioni della grotta sono spesso multi-millenarie, e ad oggi in alcuni spazi regalano sfondi fiabeschi e surreali.
Un’altra peculiarità di queste grotte è la ricca varietà di colori dovuta alla presenza di diversi minerali nella roccia . Le tonalità variano dal bianco al giallo del carbonato di calcio, dal rosso al bruno dei materiali ferrosi e infine con il grigio per la presenza di manganese.
Nonostante si vada nel sottosuolo la temperatura rimane costante intorno ai 16°C, ottimale per una passeggiata senza doversi portare giacche o giubbini.
Una località adatta per trascorrere proprie vacanze o una semplice gita fuori porta di qualche ora.
Abbiamo focalizzato la nostra giornata su queste affascinanti grotte, in cui siamo stati ospitati da personale capace e molto disponibile. Nel nostro gruppo erano presenti anche bambini molto piccoli che sono rimasti incantati dai racconti fantasiosi delle guide e dai colori mozzafiato negli 800 metri di percorso proposto.
Un'esperienza che merita di essere vissuta.

