Il Meteo: Super Tifone Bavi impatta sulla Cina; massima allerta in Asia

Il Meteo: Super Tifone Bavi impatta sulla Cina; massima allerta in Asia

Come un Uragano di categoria 5, piogge alluvionali e venti a oltre 200 km/h

Il Super Tifone Bavi impatta sulla Cina
Il Super Tifone Bavi si conferma come uno dei sistemi ciclonici più violenti sviluppatisi nel Pacifico occidentale durante questa stagione. Grazie all'assenza di variazioni del vento in quota e alle elevate temperature della superficie oceanica, il sistema ha subìto una rapida e drammatica intensificazione, sviluppando una struttura estremamente compatta, simmetrica e dotata di un occhio ben definito, chiaramente visibile dalle immagini satellitari.

Alimentato dalle temperature superficiali dell'oceano eccezionalmente calde, il tifone ha raggiunto un'intensità esplosiva: nel suo momento di massima potenza (classificato come Super Tifone di Categoria 5), Bavi ha sprigionato venti spaventosi, tra i 285 e i 290 km/h.

Super Tifone Bavi, gli ultimi aggiornamenti: landfall sulla Cina
In queste ore il Super Tifone Bavi ha effettuato il suo approdo (landfall) sulle coste orientali della Cina, dopo aver sferzato le isole meridionali del Giappone e sfiorato Taiwan. Pur essendo stato declassato a tempesta tropicale, l'enorme quantità di umidità trasportata e i venti violenti continuano a rappresentare una grave minaccia per milioni di persone. L'impatto principale sulla terraferma cinese è avvenuto a cavallo tra l'11 e il 12 Luglio 2026, abbattendosi in modo particolare sulle città costiere di Yuhuan e Yueqing, nella provincia dello Zhejiang.
La situazione ha richiesto uno sforzo logistico imponente per evitare perdite umane. Sono state portate a termine evacuazioni storiche quasi 2 milioni di persone sono state spostate in via preventiva. Di queste, 1,7 milioni risiedono nello Zhejiang, mentre altre decine di migliaia sono state evacuate dalle aree a rischio nel Fujian e nei distretti costieri di Shanghai. Nel frattempo, le inondazioni urbane hanno colpito duramente Wenzhou, dove la mole di precipitazioni, con accumuli tra i 250 e i 320 millimetri in sole 24 ore, ha trasformato le strade in veri e propri fiumi. Oltre all'acqua, si è registrata una notevole distruzione infrastrutturale; la forza del vento, infatti, ha sradicato più di 1300 alberi nella sola città di Yueqing, costringendo le squadre di soccorso e i vigili del fuoco a lavorare ininterrottamente per liberare le arterie stradali.

La Traiettoria Prevista
Attualmente declassato a tempesta tropicale, l'ex tifone Bavi è diventato asimmetrico a causa dei venti di taglio e dell'attrito con la terraferma, ma non ha esaurito il suo potenziale distruttivo.
Secondo le proiezioni meteorologiche, il sistema sta attraversando la provincia di Anhui muovendosi verso nord-ovest. Nelle prossime 48 ore subirà un'evoluzione importante, la sua traiettoria curverà progressivamente verso nord-est. Si prevede il ritorno sulle acque aperte del Mar Giallo entro Martedì 14 Luglio; successivamente l'incontro con mari più freddi ne completerà la transizione in ciclone extratropicale. Tuttavia le piogge associate ai resti del tifone si spingeranno molto a nord. Le autorità di Pechino hanno già avviato l'evacuazione preventiva di circa 100 mila persone nelle zone limitrofe a rischio e aumentato il flusso di scarico del bacino idrico di Miyun per far fronte a possibili piene improvvise.
La traiettoria del Super Tifone Bavi
Resta l'Allerta Massima
Le autorità mantengono l'allerta massima in quanto i modelli previsionali restano soggetti a oscillazioni: anche una minima deviazione potrebbe spostare la fascia di massimo impatto su aree densamente popolate e vulnerabili dell'Asia orientale.
Le temperature record dell'oceano hanno alimentato la rapidissima intensificazione di Bavi in un Super Tifone di Categoria 5. L'atmosfera più calda ha immagazzinato molta più umidità, scatenando le piogge torrenziali e le alluvioni lampo che stanno flagellando la regione. Infine, l'innalzamento del livello dei mari ha amplificato la distruttività delle mareggiate, spingendo le inondazioni costiere molto più a fondo nell'entroterra.