
Il responsabile di questa improvvisa fiammata ha un nome ben preciso: l'Anticiclone Subtropicale Africano. A differenza dell'Anticiclone delle Azzorre (che storicamente portava un caldo più mite e ventilato), esso si sviluppa come una vera e propria risalita di aria calda direttamente dal deserto del Sahara.
Mentre questa massa d'aria si sposta verso nord e si stabilizza sopra il Mediterraneo, tende a scendere verso il basso (subsidenza). Scendendo, l'aria si comprime e, per leggi fisiche, si riscalda ulteriormente. Spesso queste figure di alta pressione diventano "stazionarie". Creano una sorta di cupola invisibile che impedisce alle perturbazioni atlantiche, più fresche, di passare, costringendoci a giornate di sole ininterrotto e temperature ben sopra la media.
Ed è proprio quello che ci aspettiamo per il weekend e per buona parte della prossima settimana (fase clou dell'ondata di calore): salvo qualche breve temporale queste condizioni potrebbero accompagnarci fino all'avvio di Giugno.
Sentiamo spesso parlare di questa espressione nei bollettini meteo o nei telegiornali, ma non è solo un modo di dire per lamentarsi dell'afa. Il disagio da caldo è una condizione fisiologica e psicofisica che si verifica quando l'organismo non riesce più a disperdere il calore in eccesso in modo efficiente.
In meteorologia per valutare queste condizioni si usa lo Stress Index (o Indice di Stress Termico): è un indicatore biometeorologico che stima il livello di sforzo a cui è sottoposto il sistema di termoregolazione del corpo umano in risposta a determinate condizioni ambientali.
Mentre il termometro misura la temperatura dell'aria, lo Stress Index calcola la temperatura percepita, ovvero la sensazione di caldo reale che il nostro organismo deve gestire per mantenere la temperatura interna costante intorno ai 36,5/37°C. L'indice non si basa su un singolo dato, ma sulla complessa interazione di diverse variabili:
- Temperatura dell'aria: La base di partenza termica.
- Umidità Relativa: Il fattore critico. Più è alta, meno il sudore evapora, impedendo al corpo di raffreddarsi.
- Radiazione Solare: L'apporto diretto di energia termica dal sole sulla pelle.
- Ventilazione: La velocità dell'aria che può favorire o ostacolare la dispersione del calore.
La mappa qui sotto, riferita alla giornata di Mercoledì 27 Maggio, riassume in modo emblematico l'indice in questione: massima cautela (pericolo nella scala dello Stress Index = possibile "colpo di calore") in particolare sulle pianure del Nord (occhio al Veneto), Liguria di Levante e alta Toscana (con particolare riferimento alla città di Firenze). Anche nel resto delle regioni del Centro-Nord l'indice arriverà fino alla soglia di cautela/estrema cautela.
Ecco un decalogo di comportamenti essenziali da adottare durante i giorni di picco dell'anticiclone:
Bere abbondantemente: Non aspettare di avere sete. Bevi almeno 2 litri di acqua al giorno, a meno che non ci siano controindicazioni mediche. L'acqua è il miglior meccanismo per reintegrare i liquidi persi con il sudore.
Evitare alcol e caffeina: Queste sostanze hanno un effetto diuretico, aumentando la perdita di liquidi, e possono alterare la termoregolazione. Limita anche le bevande zuccherate.
Mangiare leggero: Prediligi pasti piccoli e frequenti a base di frutta e verdura, che sono ricche di acqua, vitamine e sali minerali. Evita cibi grassi, fritti o troppo elaborati che aumentano la produzione di calore corporeo durante la digestione.