
Martedì 21 Aprile transita il fronte temporalesco, ultime piogge Mercoledì 22
Nel corso della giornata di Martedì 21 Aprile ci aspettiamo il transito del fronte temporalesco foriero di un aumento dell'instabilità sulle regioni del Nord e su parte del Centro a causa dell'arrivo di correnti d'aria decisamente più fresche ed instabili in discesa dal Nord Europa che andranno ad interagire con il calore tuttora presente sul bacino del Mediterraneo.
La mappa qui sotto mette bene in evidenza le zone a maggiore rischio temporalesco: occhi puntati, in particolare, su Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e sulle zone collinari/montuose di Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Non solo. Entro la serata massima andranno attenzionate anche altre regioni, come Marche, Abruzzo, Molise e Puglia dove si eleverà il rischio di rovesci, temporali e grandinate di piccole-medie dimensioni (chicchi di 2-3 cm). A seguito del passaggio di questi temporali, si registrerà un momentaneo calo termico.
Da Giovedì 23 Aprile deciso aumento della pressione
Da Giovedì 23 Aprile, invece, la pressione aumenterà decisamente e il sole sarà sempre più dominante, eccezion fatta per gli ultimi isolati rovesci attesi sulla Sicilia centro-orientale. L'anticiclone ci accompagnerà poi almeno fino al weekend del 25/26 Aprile.
Come si forma la grandine
La grandine si forma all’interno di nubi temporalesche molto sviluppate, i cumulonembi, dove si verificano forti correnti ascensionali che sollevano gocce d’acqua e piccoli cristalli di ghiaccio verso le zone più fredde della nube. In questi settori, le temperature sono ben al di sotto degli 0°C, le gocce ancora liquide si congelano intorno a minuscoli nuclei dando origine ai primi embrioni di grandine. Questi embrioni vengono trascinati più volte in alto e in basso dalle correnti interne al cumulonembo, e ogni passaggio in zone ricche di acqua sopraffusa fa sì che si ricoprono di nuovi strati di ghiaccio, crescendo progressivamente.
La caduta verso il suolo avviene quando il chicco diventa troppo pesante per essere sostenuto dalle correnti ascensionali: la sua dimensione dipende quindi dalla forza di queste correnti e dalla quantità di acqua presente nella nube.