Meteo: URGENTE, PAUROSA ANOMALIA al POLO NORD, PEGGIO del 1985, ecco perché rischia GROSSO l'Italia

Meteo: URGENTE, PAUROSA ANOMALIA al POLO NORD, PEGGIO del 1985, ecco perché rischia GROSSO l'Italia

Stratwarming record
Nell’ultimo periodo è in corso un grande processo a scala emisferica chiamato STRATWARMING, il quale nelle prossime 2/3 settimane potrebbe avere importanti implicazioni per la parte conclusiva dell'Inverno in Europa e quindi anche in Italia.

Iniziamo col capire il significato dello stratwarming: si tratta di un rapidissimo riscaldamento della stratosfera, ovvero del secondo dei cinque strati in cui è suddivisa la nostra atmosfera (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera e esosfera). Stiamo quindi parlando di flussi di calore a una quota di circa 30 km sopra le regioni polari i quali i propagano successivamente della temperatura anche alle quote più basse, andando a condizionare il comportamento del Vortice Polare, favorendone la rottura in due o più parti. Per semplificare possiamo immaginare come se una parte del Polo Nord (o meglio, della massa d’aria che sopra vi staziona) scendesse di latitudine, fino ad invadere l’Europa e il Nord America. Come già abbiamo ricordato questi movimenti sono alla base delle più intense ondate di gelo che si ricordino: per l'Italia, basti pensare a quella del Gennaio del 1985, con temperature inferiori ai -15°C in molte città del Centro-Nord e con successive abbondanti nevicate su buona parte del Paese.

Fatta questa necessaria premessa proviamo ora a capire quello che sta accadendo in questi giorni sopra Il Polo Nord.
Un primo intenso riscaldamento sì è da poco concluso e gli effetti si faranno già sentire nei prossimi giorni, con la prima ondata di gelo e neve in arrivo anche sull'Italia.
Dando uno sguardo alle mappe di analisi meteo possiamo notare per i prossimi giorni un nuovo fortissimo riscaldamento della stratosfera (a circa 30 km di quota), uno dei maggiori degli ultimi 30 anni, pari o superiore a quello del 1985; Passeremo infatti dai -75°C ai -10°C, un salto di temperatura con un aumento pazzesco di 65°C.

Cosa dobbiamo aspettaci allora per le prossime settimane?

Gli effetti principali di questa anomalia termica si farebbero sentire in particolare sul Vortice Polare, provocandone una nuova divisione in due o più vortici, più piccoli e determinanto un aumento di Pressione proprio sull'area artica: ciò favorirebbe giocoforza la discesa di masse d’aria gelida direttamente dalla Siberia, fin sul Mediterraneo e dunque sul nostro Paese.
Non sono da escludere quindi episodi di forte gelo e neve, magari di breve durata, ma potenzialmente storici, su buona parte delle nostre città.

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