Le ondate di calore hanno colpito con maggiore intensità e durata, mettendo sotto pressione città, infrastrutture e sistemi sanitari. In parallelo, la scarsità di precipitazioni ha aggravato situazioni di siccità già critiche, soprattutto nell’Europa meridionale, con pesanti ripercussioni sull’agricoltura e sulle risorse idriche.
Non meno preoccupante il fronte degli incendi: vaste aree boschive sono andate distrutte, complice la combinazione di caldo estremo e terreni aridi. Un mix che ha reso sempre più difficile la gestione delle emergenze.
Secondo gli esperti, questi segnali non sono più eccezioni ma parte di una nuova normalità climatica. Il 2025 si inserisce infatti in una tendenza di lungo periodo che vede un progressivo aumento delle temperature medie e della frequenza degli eventi estremi. Il quadro che emerge è chiaro: senza interventi concreti e rapidi per ridurre le emissioni e adattare i territori, fenomeni di questo tipo sono destinati a intensificarsi ulteriormente nei prossimi anni. Il VIDEO SKY in alto.
