
Iniziamo col dire che lo stratwarming è un rapidissimo riscaldamento della stratosfera, ovvero il secondo dei cinque strati in cui è suddivisa l'atmosfera (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera e esosfera). Stiamo parlando di flussi di calore a una quota di circa 30 km sopra il Polo Nord. Successivamente, questo forte aumento della temperatura si propaga anche alle quote più basse, andando a condizionare il comportamento del Vortice Polare, favorendone la rottura in due o più parti.
Tali movimenti sono alla base delle più forti ondate di gelo sul Nord America, Asia ed Europa, compresi il Mediterraneo centrale e l’Italia. Ricorderete per esempio quello che accadde sul nostro Paese nel Gennaio del 1985 con temperature oltre i -15°C in molte città del Centro-Nord e le successive abbondanti nevicate su buona parte della nostro Paese. Tutto ciò fu la conseguenza di uno potente strawarming verificatosi proprio nel mese di Dicembre 1984 e Gennaio 1985.
Fatta queste premessa proviamo ora a capire quello che sta accadendo in questi giorni sopra Il Polo Nord. Dando uno sguardo alle mappe di analisi meteo possiamo notare un forte riscaldamento della stratosfera (circa a 30 km di quota), addirittura uno dei maggiori degli ultimi 30 anni. Si è passati infatti dai -75°C ai +12°C, un salto di temperatura pazzesco, con un aumento di quasi 90°C.
Cosa dobbiamo aspettaci allora per le prossime settimane? Molto probabilmente si verificherà un periodo molto freddo e dinamico alle medie latitudini, già nei primi 10 giorni del 2019, ma anche una seconda parte della stagione invernale quindi ricca di colpi di scena.
Una prima fase fredda è attesa in concomitanza con la festività della BEFANA, quando sul nostro Paese giungerà una massa d’aria gelida proveniente dall'Artico che farà calare sensibilmente le temperature su tutta l'Italia. Da valutare poi l’interazione con più miti ed instabili correnti oceaniche e la conseguente formazione di minimi depressionari col ritorno della NEVE fino in pianura, specie al Nord.