
La nuova riforma fiscale IRPEF ha ridotto il numero degli scaglioni da quattro a tre. Cosa è previsto? Un’imposizione del 23% per redditi fino a 28mila euro, del 35% tra i 28mila e 50mila e del 43% per i redditi superiori. L’impatto sarà diretto sulle buste paga, garantendo così un aumento del potere d’acquisto per i redditi bassi, con lo scopo di sostenere chi ha più bisogno e migliorare la distribuzione delle risorse.
Passiamo al nuovo sistema di riduzione del cuneo contributivo, il quale si articola in due modalità principali in base al reddito. Per chi sta entro la soglia di 20mila euro, sono previste somme aggiuntive variabili: il 7,1% per redditi fino a 8.500 euro, il 5,3% per quelli tra 8.500 e 15mila ed il 4,8% per chi ne guadagna tra i 15mila ed i 20mila.
Evidenziamo che, grazie a questa riforma, i lavoratori potranno contare su un aumento medio di circa 1.000 euro annui negli stipendi, a seconda delle fasce di tassazione. Un’altra misura è quella legata agli incentivi alla produttività, attraverso una tassazione agevolata sui bonus ad essa correlati. In tal frangente, l’aliquota viene ridotta e dal 10% scende al 5% per le seguenti annualità: 2025, 2026 e 2027. Pe quanto riguarda i periodi di imposta, infine, è confermato l’aumento del limite d’esenzione per le somme erogate dal datore di lavoro a copertura di acqua, luce e gas e delle spese per l’affitto o il muto della prima casa.