
Già nel corso delle prossime ore ci aspettiamo l'innesco dei primi acquazzoni sulle montagne di Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia; localmente questi fenomeni potrebbero risultare intensi e dar luogo a qualche allagamento. Rara, ma non impossibile, lo sconfinamento in pianura entro sera, specie su Lombardia e Veneto.
Tanta energia potenziale in gioco (CAPE), rischio fenomeni estremi
Nei bassi strati, infatti, si è accumulata una quantità enorme di aria calda e satura di umidità. Questa energia potenziale (chiamata in meteorologia CAPE) è il carburante puro dei temporali: più essa è elevata più l'aria sarà spinta a salire verso l'alto in modo rapido e violento, favorendo la genesi di imponenti nubi temporalesche. La mappa qui sotto ci mostra l'immenso serbatoio di energia in gioco previsto per la giornata di Mercoledì 15 Luglio.

Tuttavia, il carburante da solo provoca esclusivamente normali acquazzoni. Per i fenomeni estremi serve un innesco dinamico potente, il cosiddetto Wind Shear. Questo parametro indica quanto il vento cambia di velocità e di direzione man mano che si sale di quota.
Le mappe, per esempio, indicano sul Veneto una differenza di vento tra il suolo e i 6 mila metri di altezza a dir poco eccezionale, con valori tra i 35 e i 45 m/s (parliamo di differenze superiori ai 130 km/h). Un "taglio" del vento così netto inclina la struttura del temporale. Questo impedisce alla pioggia di cadere sulla corrente ascensionale che lo alimenta, permettendo al temporale non solo di vivere molto più a lungo, ma di iniziare a ruotare su se stesso (mesociclone, un'area di bassa pressione interna al temporale).

La nostra attenzione è rivolta però soprattutto alla giornata di Mercoledì 15 Luglio quando è previsto il transito di correnti più fresche ed instabili in quota, pilotate da un vortice presente sull'Europa centro-orientale; esse andranno ad interagire con il caldo estremo che sta colpendo il nostro Paese.
Quando incrociamo l'enorme energia termica con questi venti estremi alle varie quote, la miscela diventa esplosiva. Occhi puntati in particolare sulle pianure di Veneto e Friuli Venezia Giulia zone per le quali gli ultimi aggiornamenti indicano un'atmosfera perfettamente configurata per la nascita di supercelle temporalesche, ovvero i temporali più strutturati e pericolosi. Le violentissime correnti interne al temporale riusciranno a sostenere e ingrossare chicchi di grandine fino a dimensioni molto pericolose (potenzialmente superiori ai 5 cm di diametro). Non solo, questi sistemi temporaleschi sono in grado di innescare improvvise e violentissime raffiche di vento lineare (definite in termine tecnico downburst) che possono superare i 100-120 km/h.
In ultimo, seppur in maniera molto localizzata, la forte rotazione dell'aria nei bassi strati configura un rischio concreto e tangibile di genesi di vortici, con possibilità di tornado (trombe d'aria) sulla pianura e trombe marine in spostamento lungo i litorali.
