
La causa va ricercata nella discesa di un fronte instabile dal Nord Europa che andrà ad interagire con venti più umidi in risalita dai quadranti meridionali; di fatto si innescherà una configurazione, potenzialmente molto insidiosa, che ci terrà compagnia fino alla prima parte del weekend.
Le supercelle temporalesche
Nella classificazione dei temporali, le supercelle sono i fenomeni più pericolosi in termini di potenza sprigionata e potenziali danni: si tratta di immensi sistemi temporaleschi, alti fino a 10/12 km, al cui interno è presente una zona di bassa pressione definita in termine tecnico mesociclone, la quale imprime una rotazione all'intero corpo nuvoloso.
Sono fenomeni tipici della tarda Primavera e dell'Estate, quando con il caldo in aumento cresce anche l'energia potenziale (umidità e calore nei bassi strati dell'atmosfera) in gioco, carburante per lo sviluppo, appunto, di celle temporalesche imponenti, in grado di provocare eventi meteo estremi come le grandinate e, in casi fortunatamente più rari, i tornado (o trombe d'aria, ricordiamo che i due termini sono sinonimi).
Con le supercelle aumenta anche la probabilità di grandine anche di grosse dimensioni associata a forti raffiche di vento fino a 90-100 km/h, chiamate in gergo downburst. Quest'ultimo, definito anche come raffica discendente, è un fenomeno meteorologico che consiste in forti raffiche di vento discensionali con moto orizzontale in uscita dal fronte avanzante del temporale.
Prossime ore: energia potenziale (CAPE) in rapido aumento
Massima attenzione già dalle prossime ore quando l'ingresso di un fronte freddo in quota, pilotato da un vortice presente sul Centro Europa destabilizzerà non poco l'atmosfera, provocando i primi temporali sulle regioni del Nord.
Dopo i primi caldi e la tanta umidità presente nei bassi strati, ora l'energia potenziale è in rapido aumento. La mappa qui sotto mostra esattamente il CAPE (Convective Available Potential Energy): esso indica proprio l'energia potenziale disponibile per la convezione; più elevato è il suo valore, maggiore è il vigore delle correnti ascensionali e, di conseguenza, la probabilità di fenomeni temporaleschi intensi.) previsto sulle pianure del Nord: con queste quantità aumenta esponenzialmente il rischio di temporali violenti.
Durante le ore pomeridiane e serali di Giovedì 14 Maggio le zone più a rischio saranno Lombardia (province di Como, Varese, Lecco, Milano, Bergamo, Lodi e Mantova), Veneto (province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia) e Friuli Venezia Giulia (massima attenzione su Pordenone, Udine e Gorizia) dove sono attesi dei nubifragi. Questi settori si troveranno in una sorta di zona di convergenza dove interagiscono masse d'aria diverse. Il rischio è che si possano formare proprio le supercelle temporalesche con la possibilità di grandine di medie-grandi dimensioni. Da non escludere anche la formazione di un Tornado isolato.