
Il fattore che più preoccupa in queste ore è l'altissimo livello di CAPE (Convective Available Potential Energy, ovvero l'energia potenziale disponibile per la convezione). Questa massa d'aria calda e umida funge da vera e propria "benzina" per le nubi: l'impatto con l'aria molto più fredda di origine nord-europea solleverà violentemente verso l'alto questa energia, generando celle temporalesche di straordinaria intensità.
I rischi principali: grandinate e raffiche di downburst
Il contrasto termico esasperato innescherà fenomeni meteo estremi. Oltre al rischio di nubifragi localizzati, si temono grandinate (anche con chicchi di medio e grosse dimensioni) e, in particolare, il fenomeno del downburst. Si tratta di una violenta raffica di vento lineare discendente che si sprigiona dalla base del temporale e impatta perpendicolarmente il suolo, espandendosi poi orizzontalmente a velocità che possono superare i 100 km/h. A differenza di una tromba d'aria (che è un vortice), il downburst soffia in linea retta ma può causare danni altrettanto devastanti a tetti, alberi e infrastrutture.
Le regioni maggiormente a rischio temporali violenti
Occhi puntati nelle prossime ore in particolare sui settori pianeggianti e prealpini del Nord, dove l'energia in gioco è più concentrata. Le tre regioni dove si raccomanda la massima attenzione sono Lombardia (province di Milano, Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona); Veneto, forte rischio di grandinate lungo le fasce pedemontane e di pianura (province di Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo e Venezia) ed Emilia-Romagna. Sui settori indicati nella mappa qui sotto non escludiamo la possibile formazione di supercelle temporalesche.
