
Come molti di voi si saranno accorti in questi giorni l'inverno fatica a decollare. Stiamo vivendo infatti una condizione di blocco atmosferico a causa del vasto campo di alta pressione che continua a tener lontane le perturbazioni e le ondate di freddo. Nelle prossime settimane tutto sarà nelle mani del vortice polare, scopriamo subito di cosa si tratta e le possibili prospettive future.
Il Vortice Polare (Polar Vortex in inglese) è un'estesa area di bassa pressione, semi-permanente, collocata sopra il Polo Nord e al cui interno è racchiusa tutta l'aria fredda che si produce costantemente sulla calotta artica. Il suo comportamento non è sempre identico ed è a sua volta influenzato dalle dinamiche troposferiche presenti alle medie latitudini.
Facciamo qualche esempio. Se il vortice è compatto, GRANITICO, come in queste settimane il freddo rimarrà confinato al Polo Nord, ragion per cui sul Mediterraneo e sull'Italia avremo tempo sostanzialmente stabile, con alte pressioni invadenti. Se invece esso dovesse andare in crisi, come è accaduto per esempio verso la fine dello scorso inverno, gli effetti possono essere molteplici, più o meno intensi: può anche accadere che il vortice si divida letteralmente in due o più parti (split),muovendosi con il suo carico di aria fredda e instabile verso Sud. Quando si spacca o si indebolisce in questo modo, le probabilità che ondate di gelo raggiungano il nostro Paese crescono esponenzialmente.La causa della spaccatura del vortice polare va ricercata nell'afflusso di correnti decisamente più caldein alta atmosfera, evento che in termine tecnico viene chiamato stratwarming (riscaldamento stratosferico).
PROSPETTIVE - Secondo gli ultimi aggiornamenti, intorno alla terza decade di gennaio non sono da escludere dei movimenti importanti, con una momentanea dislocazione del vortice dalla sua sede abituale che potrebbe avere conseguenze su diversi settori dell'Europa, anche sull'Italia. Al momento sta prendendo sempre più piede l'ipotesi di un'irruzione gelida in discesa dal Circolo Polare Artico tra la fine della seconda e l'inizio della terza decade del mese in corso, con il possibile ritorno della neve fino a quote molto basse anche in Italia. Seguiremo molto attentamente questa evoluzione, già ipotizzata peraltro nelle code del modello americano GFS intorno al 18 di gennaio.
Staremo dunque a vedere cosa accadrà nelle prossime settimane, cercando di monitorare sempre quello che accade alle alte latitudini e non solamente le dinamiche in atto sul nostro Paese. L'inverno potrebbe dunque tornare ad alzare la voce.