Il cuore del maltempo si è stabilizzato sopra la Bielorussia, dove il crollo termico è stato brutale. Nelle ultime ore, le colonnine di mercurio sono scese diffusamente sotto i -18 °C, ma è nelle zone rurali e meno ventilate che si sono registrati i picchi più critici. In diverse località, le temperature minime notturne hanno toccato valori estremi compresi tra -23 °C e -25 °C.
Oltre al freddo statico, a preoccupare è l'effetto wind chill (il raffreddamento da vento): le raffiche che hanno accompagnato la tempesta hanno reso la temperatura percepita dal corpo umano ancora più bassa, aumentando i rischi di ipotermia e congelamento per chiunque si trovi all'aperto. Anche la capitale, Minsk, non è stata risparmiata. La città è stata investita da nevicate incessanti che hanno depositato tra i 20 e i 40 centimetri di neve fresca, trasformando il paesaggio urbano ma creando al contempo enormi disagi. Le strade ghiacciate e la visibilità ridotta a causa delle tormente hanno paralizzato parte della viabilità urbana ed extraurbana.
Sebbene nelle ultime ore Ulli abbia iniziato una graduale fase di indebolimento, la situazione resta d'allerta. Il sistema sta perdendo la sua spinta propulsiva, ma l'eredità che lascia è un "cuscino" di aria gelida difficile da scalfire nel breve periodo.