
STATI UNITI GIA' IN ASSETTO INVERNALE, TRA NEVE E GELO
Sugli Stati Uniti, la dinamica atmosferica è dominata da una continua e potente discesa di aria gelida direttamente dal Canada, una situazione che ha anticipato in modo significativo l'arrivo dell'inverno.
La neve ha già raggiunto aree tradizionalmente meno avvezze a fenomeni così intensi in questo periodo, toccando persino alcune zone del South Carolina e del North Carolina.
EUROPA: CERCASI FREDDO
In netto contrasto, il Vecchio Continente, a parte una sfreddatina registrata nei giorni scorsi, di cui sentiamo ancora gli effetti, è sotto l'influenza di una vasta massa d'aria relativamente mite. Questa configurazione atmosferica sta agendo come un vero e proprio "scudo termico", impedendo alle grandi ondate di freddo di scendere di latitudine ed efficacemente fino al suolo.
La conseguenza più lampante è la scarsità di neve, un problema che si manifesta drammaticamente anche nelle regioni del Nord Europa, tradizionalmente roccaforti del freddo invernale.
Stiamo parlando di zone come Svezia e Norvegia, che, nonostante la loro posizione geografica, lamentano accumuli nevosi al suolo estremamente esigui.
Questo non è un semplice ritardo, ma un'anomalia che evidenzia la difficoltà dell'aria fredda a "depositarsi" e innescare nevicate significative. Sebbene la Spagna o l'Italia possano essere abituate a un inizio inverno meno rigido, la situazione in Scandinavia rende evidente come il deficit di freddo sia un fenomeno di portata continentale.
Le carte meteorologiche per i prossimi giorni confermano che questo netto divario climatico è destinato a non ricomporsi a breve. Sul Centro Europa, non si intravede alcuna irruzione di freddo significativo. Eventuali masse d'aria in arrivo dal Nord Atlantico sono previste come relativamente miti per il periodo, insufficienti a innescare il vero clima invernale