
La parola SURF, nell’immaginario collettivo, richiama alla mente spiagge assolate e onde cristalline. I surfisti italiani sanno bene che la realtà, soprattutto in inverno, è ben diversa! I gelidi venti da nord, irrompendo dalla porta della bora, hanno già fatto scendere la colonnina del termometro sotto i livelli stagionali costringendo i surfisti a rispolverare le mute invernali, riposte in armadio quasi cinque mesi fa. Per divertirsi in mare durante la stagione fredda servono, (oltre a determinazione e conoscenze specifiche), attrezzature adeguate. In questo articolo tentiamo di fornire al surfista italiano informazioni e consigli per estrarre il meglio dalle splendide mareggiate che proprio adesso stanno interessando con maggior frequenza le nostre coste.
QUANTO FREDDO FA?
Tutti sanno che ll Mediterraneo è per molti aspetti un “fratello minore” dell’Atlantico. In inverno la somiglianza è particolarmente visibile. Ad Ericera in Portogallo come nella penisola del Sinis in Sardegna o lungo la costa Tosco-Ligure (circa alla stessa latitudine) la temperatura dell’acqua a Gennaio oscilla tra i 12 ed i 15 C° e quella dell’aria va dai 7 ai 16 C°. Il clima mediterraneo però non è condizionato solo dalle correnti atlantiche ma anche dalla presenza calda del continente africano (matrice dei venti meridionali) e dalla massa continentale fredda eurasiatica. L’Adriatico settentrionale è sicuramente il più mittle-europeo dei nostri bacini. I venti di origine siberiana (particolarmente frequenti tra Novembre e Aprile), il fondale poco profondo e la presenza di fiumi (il Po, Il Reno, il Metauro) fanno scendere la temperatura dell’acqua anche fino a 6 C° lungo le coste venete, romagnole, e marchigiane. Per trovare temperature “adriatiche” in oceano dobbiamo scorrere l’atlante verso nord fino alla Scozia o all’Irlanda dove, in Gennaio l’acqua scende rispettivamente a 5 C° ed 8 C°. In luoghi come la Sicilia meridionale, la Calabria Ionica o la costa egiziana, viceversa, l’influenza del clima africano alza la temperatura minima dell’acqua fino a 16 - 19 C°, rendendola di qualche grado più calda dell’equivalente Atlantico (15 – 17 C° nel Marocco centrale).
DILEMMA MUTA
La muta invernale (di solito 4-5mm, prezzo da 300 a 500 euro) non sarà certo la più amata, ma di sicuro è la più diffusa in Italia e mette d’accordo clima atlantico, africano o balcanico per quattro lunghi mesi. Per fortuna sono passati i tempi in cui indossare una muta invernale significava compromettere le prestazioni. Grazie a materiali sempre migliori, le mute nel range tra 3 e 6 millimetri sono oggi calde e flessibili. Quando la temperatura del mare scende sotto i 13C°, la muta da sola, non è più sufficiente. È allora che entrano in gioco guanti, calzari e cappucci specifici. Mani, piedi e testa, infatti, da soli disperdono oltre il 20% del calore corporeo. I guanti (prezzo 30-60 euro) si trovano in spessori da 2 fino a 8mm (tipo manopole). 5 millimetri (se ben cuciti) sono sufficienti anche per acqua sotto 8C°. Calzari (50-80 euro) specifici vengono prodotti dalle ditte surf-oriented in spessori da 2 a 8mm, con dita unite o alluce separato. Il famigerato “cappuccio” (30-50 euro) merita due parole a parte. Ne esistono di vari tipi, dai leggeri cappelli di neoprene che lasciano fuori collo ed orecchie(ideali per le giornate ventose) ai cappucci integrali con apertura solo per occhi e naso. Se sciegliete il cappuccio integrale prendetelo avvolgente, col collo sufficientemente lungo da convoglare l’acqua verso le spalle. Particolarmente indicate, per condizioni “estreme” (acqua sotto 10C°) sono le mute da 5-6mm con cappuccio incorporato. E’ indispensabile, in ogni modo, che guanti, calzari e cappuccio non consentano il ristagno dell’acqua. Calzari troppo larghi trattengono fino ad un chilo d’acqua appesantendo non poco la surfata e raffreddando piedi e gambe. Un cappuccio troppo largo può girarsi o spostarsi nelle cadute coprendo pericolosamente bocca e naso.
TRUCCHI EXTRA
Ogni surfista di acqua fredda ha i suoi segreti per sopravvivere alle temperature più rigide. Per difendersi dal vento alcuni confezionano un grande accappatoio tipo “poncho” sotto il quale possono cambiarsi senza prendere vento. Molto diffuso è l’uso della bacinella o dei coprisedili impermeabili per cambiarsi in auto col riscaldamento acceso. I più fortunati possiedono due mute invernali per poter fare un break senza dover rimettere quella bagnata. Uno dei trucchi più ingegnosi è quello di portare da casa una tanica termica di acqua bollente. Una doccia calda, appena usciti dall’acqua gelida è un vero toccasana!
Nicola Zanella
Direttore Editoriale