
Superare l’inverno incolumi, senza fuggire al sud, ha richiesto una certa dose di pazzia. Ad oggi (03 marzo) sono state almeno sei le nevicate a colpire le coste del nord, costringendo i pochi surfisti rimasti attivi a una lunga serie di surfate a dir poco estreme. L’ultima “settimana bianca”, quella attorno al 6 febbraio per intenderci, ha toccato apici di gelo e poesia che non credevo possibili alle nostre latitudini. Fiocchi di neve grandi come fazzoletti, acqua a 5C° in nord Adriatico e aria a –4C° hanno accompagnato per due giorni una delle mareggiate più pulite e divertenti della stagione, coprendo le spiagge dalla Romagna all’Abruzzo sotto una irreale cortina bianca. Ma se è vero che proprio le situazioni estreme forniscono i simboli più toccanti, cosa possiamo imparare (o intuire) da questo gelido inverno? Sinceramente non lo so. In giorni come questi il mare non ha più nulla di umano e tutti i paragoni con la vita reale perdono forza. La natura torna ad essere “dominatrix” assoluta, amante perversa, addirittura assassina seriale. I cadaveri incontrati sulla spiaggia, infatti, sono stati quelli delle grandi occasioni. Le testuggini Caretta Caretta, completamente soffocate dai molluschi in Alto Adriatico, i sette capodogli arenati in Puglia il 12 dicembre, uccisi quasi sicuramente da “cause umane” e le aringhe spinte a nord dalla tropicalizzazione e poi “freddate” a migliaia dal gelo siberiano, ti sbattono in faccia quanto transeunte e fragile sia la nostra presenza qui. Meglio non pensarci. Meglio vestirsi di gomma ed entrare in mare.
Ma c’è qualcosa di puro in tutto questo gelo: una visione chiara che nessun “posto al sole” può offrirti e che ha letteralmente plasmato il nostro impegno come redazione. E anche se, da praticante, non vedo l’ora di riporre la muta da 5mm nell’armadio e sdraiarmi al sole sotto una palma mediterranea, come editore sono fiero della stagione appena conclusa e della lucidità che questo gelo ci ha lasciato dentro. Sentirsi in pericolo ristabilisce un ordine di priorità e aiuta ad immaginare (e quindi a costruire) scenari più godibili.

È anche per questo che vi segnaliamo le INIZIATIVE OCEANICHE 2010, l’evento ideato da SurfRider Foundation (giunto alla XV edizione) che dal 18 al 21 marzo tenterà di sensibilizzare le comunità costiere al problema dei macrorifiuti. Organizzare la pulizia del proprio home-spot, o partecipare ad una di quelle già attive (l’elenco completo su initiativesoceanes.org) sarà il miglior modo per lasciarsi il gelo, e tutti i suoi sinistri significati, alle spalle.
Per saperne di più su questa iniziativa visitate initiativesoceanes.org o contattate la redazione di SurfNews Magazine.
Nicola Zanella
Direttore Editoriale