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Articolo di scienza e natura >> I paesi poveri potrebbero essere incentivati e finanziati per passare al nucleare

Articolo del 6/07/2009

I paesi poveri potrebbero essere incentivati e finanziati per passare al nucleare


Per la prima volta in otto anni i maggiori paesi del pianeta stanno considerando seriamente l'idea di riscattare il nucleare, come tecnologia base per la produzione di energia. Questo in sostituzione all'energia prodotta da carbonfossile che ormai è divenuta insostenibile, per costi e per inquinamento prodotto. La questione sarà all'ordine del giorno nel summit internazionale per l'energia globale che si terrà in Dicembre a Copenaghen. La strada potrebbe virare verso un progetto comune di espansione nucleare.

L'ultimo trattato internazionale in materia è stato redatto a Bonn in Germania e comprende 182 Paesi con un'opzione di accesso a finanziamenti a partire dal 2012 che segue due tipologie di aiuto. La prima tipologia è definito "Meccanismo di sviluppo pulito" (CDM) e la seconda è la Joint implementation.

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Attualmente il regime nucleare è tuttavia escluso da quelli previsti dal protocollo di Kyoto del 2001 che segue lo sviluppo pulito delle energie future. Furono i paesi europei e quelli in via di sviluppo a non abbracciare tale regime. Ora tuttavia, a fronte di maggiore sicurezza e novità tecnologica al servizio dello stesso progetto nucleare, si spera di poter ottenere il via libera dalla maggior parte della comunità internazionale ed aprire l'erogazione dei finanziamenti pro-nucleare, specie in tutti i paesi del mondo in via di sviluppo. Jonathan Cobb della World Nuclear Association (WNA), sostiene che i paesi sottosviluppati potrebbero giovare per primi della grande energia economica e oramai ecologica che il progetto nucleare può produrre, riducendo al minimo oltrettutto le emissioni di carbonio.

Nuovi dati rivelano che nel 2008, la quantità di energia nucleare generata ed i progetti di costruzione di sistemi nucleari a livello mondiale, sono stati ad uno dei livelli più bassi degli ultimi 5 anni, a causa di una serie di fattori che hanno favorito un minor fabbisogno, tra cui la crisi. Il WMA tuttavia si aspetta un nuovo incremento delle commesse di costruzione delle centrali nucleari dopo il 2012.

paesi poveri, nucleare e società sottosviluppate, fonti alternative e paesi poveri, strategie globali sul nucleareLa sicurezza e le questioni sulla sicurezza

Gli esperti sono molto cauti quando devono sottoscrivere teorie di influenze negative del nucleare sul cambiamento climatico, ma allo stesso modo sono cauti anche nel far passare per completamente pulita l'energia derivante dal nucleare. Kevin Anderson, direttore del Tyndall Centre for Climate Change è ricercatore presso le università di Manchester e dell'East Anglia del Regno Unito. Egli ha delle riserve sul progetto CDM, tuttavia ritiene che l'energia nucleare dovrebbe essere considerata immaginando una piena sicurezza del sistema stesso. A tal proposito ammette che la sicurezza sul nucleare sia ormai a livelli più che buoni.

Robert Stavins, direttore di un progetto di accordi internazionali sul clima presso l'Università di Harvard, sostiene che nel ventaglio di attività per la produzione energetica del futuro, atte a contrastare la lotta al cambiamento climatico, va inserita assolutamente anche quella di tipo nucleare. Ma anch'egli sostiene che la promozione dell'energia nucleare porterà sempre con se problematiche più o meno gravi a livello ambientale, politico e tecnologico.