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Articolo di scienza e natura >> Le maldive un paradiso perduto: l'isola spazzatura

Articolo del 30/10/2008
Le maldive un paradiso perduto: l'isola spazzatura



Le Maldive possono essere conosciute come un paradiso tropicale, un arcipelago di 1.200 isole coralline nell'Oceano Indiano. Ma dietro all'immagine più tradizionale delle Maldive si nasconde uno sporco segreto: il mondo della più grande "isola di spazzatura".

A pochi chilometri dalla capitale delle Maldive Malè, si trova l'isola di Thilafushi sulla quale era anche inizato un progetto di bonifica nel 1992. Questa isola è artificiale ed è stata costruita per risolvere il problema dei rifiuti prodotti da Malè, la trafficata turistica capitale. Ma oggi, con più di 10.000 turisti alla settimana si stanno aggiungendo da tutte le Maldive quantità enormi di rifiuti; la spazzatura stoccata sull 'isola ora copre ben 50 ettari.


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Tanto massicci sono i depositi di rifiuti che si sommano giorno dopo giorno, che questa sta crescendo al ritmo di 1 metro quadrato al giorno. Ci sono più di 3 dozzine di fabbriche, una moschea e case per 150 immigrati del Bangladesh. Il tutto in convivenza con montagne di spazzatura che ormai sconfinano fino ai bordi di diverse strade.

Gli ambientalisti parlano di più di 330 tonnellate di rifiuti in arrivo a Thilafushi per giorno. La maggior parte di questi proviene da Malè, che è una delle città più densamente popolate al mondo: 100.000 persone stipate in 2 chilometri quadrati.

La spazzatura viene trasportata a bordo di navi o barconi e setacciata nel momento in cui avviene lo scarico a terra. Alcuni dei rifiuti saranno inceneriti, ma la maggior parte è sepolto nella discarica. Ci sono, per esempio, attivisti ambientali che hanno lanciato un'allerta per quanto riguarda le batterie elettroniche ed altri oggetti derivati che rischiano di avvelenare gli ecosistemi di flora e fauna locali.

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"Stiamo vedendo batterie usate, amianto, piombo e altri rifiuti potenzialmente molto pericolosi, miscelati con quelli organici, solidi e urbani. Anche se è una piccola frazione del totale, tali rifiuti sono una fonte di metalli pesanti tossici e stanno diventando il più grande problema ecologico e salutare delle Maldive", ha detto Ali Rilwan, ambientalista di Malè.

Vista anche la crescente crisi, l'isola di Thilafushi resta in gran parte nascosta dal punto di vista mediatico e non si prendono provvedimenti di bonifica in alcun senso. Nessuno si reca sull'isola per alcun motivo, tranne i lavoratori.


Nel frattempo, il turismo ha fatto delle Maldive il più ricco paese in Asia del Sud in termini di PIL Pro-capite con circa 4.500 dollari, anche se la ricchezza non è equamente distribuita tra gli abitanti. Tuttavia, quasi tutto ciò che serve al sostentamento della vita quotidiana deve essere importato. La maggior parte dei turisti non può che essere soddisfatti da portare in migliaia di tonnellate di carne, verdure e gasolio ogni anno.

Tutto ciò produce un'insostenibile quantità di rifiuti, ogni turista produce 3.5kg di spazzatura e richiede 500 litri di acqua al giorno. La mancanza di spazio ha portato le Maldive ad essere oggi il primo "esportatore di spazzatura" dell'India. "Prima, le navi che portavano gli ortaggi verso il sud dell'India, tornavano indietro vuote, ma ritornano indietro cariche di lattine schiacciate, metalli, cartone. Questo permette di ottenere ai governatori delle Maldive il denaro contante", ha detto Rilwan.
   
I fatti ambientali, sono la prima questione politica per le Maldive, non ultimo paese, con i suoi 300.000 abitanti che deve sensibilizzarsi contro i cambiamenti climatici, prima di restare sommerso sotto le acque del mare, visto l'innalzamento del livello globale. Proprio nei primi giorni del 2009, il nuovo presidente, Mohamed Nasheed, ha parlato della sua radicale soluzione per salvare il suo popolo: mettere da parte  i ricavi ottenuti dal turismo di alcune delle isole Maldive, e con questi introiti acquistare un altro paese!