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Approfondimento speciale - METEO NEVE e MONTAGNA
Articolo del 13/11/2009 ore 11:44

Lunga fase dominata da venti meridionali piuttosto miti, specie in quota. Quindi occasione per nevicate generalmente deboli solo in alta montagna. Quota neve che si spingerà anche fin oltre 2200m sulle Alpi. Nulla per l'Appennino
 

Evoluzione generale: la circolazione è cambiata sul Mediterraneo centrale dove persistono campi di alta pressione ma che non riescono a proteggere completamente l'Italia. Le nostre regioni settentrionali restano infatti interessate da addensamenti anche intensi e piogge, favoriti dai venti sciroccali umidi. Nel contempo al centro-sud e isole prevarrà il sole per molti giorni. Questa situazione comporta però alte temperature con le nevicate che potranno cadere solo sulle Alpi in alta quota.
 
Meteo neve: fino al 18 Novembre la circolazione sul Mediterraneo centrale subirà poche variazioni. Per l'Italia si avranno due situazioni ben distinte. Il tempo uggioso con piogge e nebbie anche fitte del nord, e quello di tipo primaverile di cui potrà godere il centro-sud e le isole maggiori (salvo qualche annuvolamento temporaneo sulle regioni tirreniche). Le piogge che cadranno al nord saranno favorite dal continuo afflusso di venti meridionali umidi, questi però faranno anche innalzare gradualmente la quota delle nevicate proprio per un aumento delle temperature che sarà ancora più evidente alle quote medio-alte. Mentre l'aria un po' più fredda ristagnerà infatti sul suolo di diverse aree padane e pedemontane, sulle Alpi il clima resterà piuttosto mite per la stagione. Questo significa nevicate solo oltre i 1700/2100m tra il 14 ed il 16 Novembre, con quota neve che andrà ad innalzarsi ulteriormente tra il 16 ed il 18 Novembre, fin oltre 2200/2600m. In Appennino non sono previste nevicate vista la scarsa probabilità di pioggia e le temperature ancora più miti. Per un ripristino di temperature più consone alla stagione in essere si dovrà attendere il 20-22 Novembre quando uno spostamento dell'alta pressione favorirà l'attivazione di venti da nord. Tuttavia in quel frangente il tempo resterà stabile, quindi non sono attesi fenomeni significativi fin verso fine mese. Al prossimo aggiornamento per osservare se ci saranno novità nel medio-lungo termine.


  Linee di livello altitudine dello zero termico - previsione a 2-4 giorni
METEO e NEVE per l'Italia e montagna, Alpi ed Appennini, stazioni sciistiche, webcam neve, neve in tempo reale, quota neve, zero termico

Linee di livello altitudine dello zero termico - previsione a 5-7 giorni
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DIDATTICA METEO: ZERO TERMICO E QUOTA NEVE

Lo zero termico

Lo zero termico è il dato meteorologico che indica una certa altitudine alla quale la temperatura atmosferica è di 0 °C (si pensi alla classica dicitura: "zero termico alla quota di N metri). Questo dato viene rilevato in un dato istante temporale (ore 12, ore 18, ore 00, ecc.). Al di sopra di tale altitudine la temperatura va generalmente calando (eccetto in situazioni di inversione termica), dunque si porterà su valori inferiori allo 0 °C.

Il dato altimetrico dello zero termico è rilevato in metri sul livello del mare e risulta utile ed attendibile se relativo ad aree geografiche limitate e ben definite. L'orografia del territorio e le sue caratteristiche (pianura, collina o montagna, fiumi, laghi, ghiacciai, ecc.), nonchè le condizioni meteo istantanee, influiscono in maniera anche sensibile su questo dato. E' indicato sovente nei bollettini meteorologici, assumendo ulteriore importanza su quelli specifici per regioni montuose, poichè consente ad escursionisti ed alpinisti di sensibilizzarsi in relazione alle condizioni della montagna.

Risulta inoltre di primaria importanza nei bollettini nivometeorologici per calcolare il pericolo di valanghe e relativo stato di allerta, e per identificare il "limite delle nevicate" in caso di precipitazioni. Tale limite è collocato a 300 / 600 metri al di sotto della quota dello zero termico in relazione ad altre variabili che ne variano l'oscillazione (umidità, intensità delle precipitazioni, vento, ecc.).

La quota neve

Calcolare in maniera puntuale la quota neve non risulta sempre facile, questo perchè le variabili in gioco sono diverse e non semplici da prevedere. I 2 dati più influenti nella valutazione della quota neve sono:

1- L'altezza dello zero termico (preciso dato altimetrico ove si rilevano 0 °C).

2- I diversi livelli di temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve deve attraversare precipitando verso il suolo.

Se gli strati atmosferici tra suolo e nubi sarà caratterizzato da temperature sempre negative o leggermente positive, ma contraddistinte da bassa umidità o altre condizioni favorevoli, il fiocco potrà raggiungere terra ancora integro. Se la temperatura degli strati atmosferici che il fiocco di neve dovrà percorrere è positiva o vicina allo zero ma in condizioni sfavorevoli (umidità elevata, isole di calore al suolo, ecc.), la neve non riuscirà a mantenere lo stato solido arrivando a terra fusa, pioggia. Di norma se lostrato atmosferico sottostante lo zero termico è superiore a 1000m, al di la della temperatura positiva o negativa rilevata negli strati attraversati, a terra cadrà pioggia (fusione del fiocco). Se invece lo strato atmosferico sottostanteil livello degli 0 °C è inferiore agli 800-900m, la fusione o meno del fiocco, dipenderà dalla temperatura in essere degli strati attraversati.

- Se lo strato sottostante lo zero termico possiede una temperatura media di + 1 o 2 °C la neve riuscirà a raggiungere terra restando integra.

- Se la temperatura degli strati atmosferici attraversati è sui 3-4 °C o superiore, la neve si fonderà in pioggia.

- Se lo strato sottostante allozero termico è superiore ai 1000m (primo caso menzionato sopra), ma gli strati atmosferici al livello del suolo presentano temperature inferiori agli 0 °C, la neve si trasformerà dapprima in poggia per poi ricongelarsi in caduta. In tal caso siamo di fronte al fenomeno della "pioggia ghiacciata" o "gelicidio".

Dobbiamo concludere questo articolo ricordando che la numerosità delle variabili in gioco, e le complesse valutazioni orografiche che non possono essere trascurate in sede di valutazione della quota neve, rendono spesso difficile e non sempre attendibile la definizione della quota neve.


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