Articolo del 7/02/2012
EVOLUZIONE EUROPA e ITALIA: la storica e lunghissima ondata di gelo di questo febbraio 2012 proseguirà ancora per almeno 7 giorni. Anche le mappe del prestigioso modello ECMWF qui in analisi confermano. La persistenza di una configurazione "a ponte" con l'alta pressione delle Azzorre estesa dall'Atlantico fino alla Scandinavia, favorirà ancora la discesa di nuclei gelidi siberiani fino all'Italia. Nel weekend 10-12 febbraio ancora neve in arrivo su diversi settori del Centronord anche copiosa e persistente nelle zone interne e sui dell'alto adriatico. Tornerà inoltre ad acutizzarsi il freddo con gelo esteso anche in pianura e venti sostenuti. Non è possibile parlare di una fine a tale ondata di gelo già entro il 15 febbraio, visto che il canale "gelido" aperto tra il Nordest europeo e il Mediterraneo potrebbe restare aperto persino fin oltre metà mese.
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L'ondata di gelo tanto annunciata è in pieno svolgimento su gran parte dell'Europa, abbiamo già potuto osservare negli ultimi 7 giorni gli effetti tanto spettacolari quanto drammatici che sta causando. Le previsioni continuano a insistere sulla stessa linea meteo-climatica che ha caratterizzato quest'ultima settimana cruda invernale, dobbiamo pertanto continuare ad allertarvi. Anche le mappe di medio-lungo termine del nostro prestigioso modello ECMWF infatti insistono sulle configurazioni fin qui predilette dalla libera circolazione atmosferica, ovvero l'anticiclone delle Azzorre sugli scudi a Ovest e il campo libero sulle vaste terre dell'Est per i vortici gelidi di matrice russo-siberiana. Si può immaginare un vero e proprio "canale aperto", l'alta pressione delle Azzorre (come si vede dalla prima mappa qui sotto) resterà inclinato obliquamente tra il comparto Atlantico e le isole britanniche lasciando campo libero ai vortici gelidi che si muoveranno ancora una volta in moto retrogrado (da nord-est verso sud-ovest). Gli Stati balcanici come l'Italia risultano essere le mete predilette da tali perturbazioni rigide invernali, dunque regioni bersagliate da nevicate intense, anche fino in pianura e spazzate da venti gelidi nord-orientali.
Nella fattispecie tra giovedì 9 febbraio (notte) e le prime ore di venerdì 10, l'Italia verrà investita da un nuovo poderoso impulso di origine siberiana, con temperature inferiori ai -10 °C a 1500m di quota. Questo evento favorirà immediatamente rovesci di neve su parte delle Venezie, tutta l'Emilia Romagna, le Marche e poi tutte le regioni adriatiche e le zone interne del Centro. Poi si innescherà l'ennesima circolazione depressionaria sui mari italiani che daranno il via a un weekend gelido e bianco su buona parte del territorio nazionale. Pre-allerta ancora per l'Emilia Romagna dove non si escludono nuove nevicate per oltre 48 ore con accumuli anche superiori ai 30-40 cm sulle stesse zone dove è caduto anche oltre 1 metro di neve. E ancora neve su tutto il Centro interno, poi a bassa quota lungo il medio-basso adriatico e il Sud per Sabato, dove temporaneamente i venti più miti meridionali richiamati dalla perturbazione attiva al Centro, potrebbero far girare la neve in pioggia. Ancora neve invece dalle Marche settentrionali verso l'alto Adriatico e parte del Nordest tra sabato e domenica. Nel contempo si attiverà una fase di maltempo sempre invernale anche sulle isole maggiori e ci sarà occasione per nuove nevicate fino in pianura fino a Roma e zone limitrofe!
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L'ondata di gelo tanto annunciata è in pieno svolgimento su gran parte dell'Europa, abbiamo già potuto osservare negli ultimi 7 giorni gli effetti tanto spettacolari quanto drammatici che sta causando. Le previsioni continuano a insistere sulla stessa linea meteo-climatica che ha caratterizzato quest'ultima settimana cruda invernale, dobbiamo pertanto continuare ad allertarvi. Anche le mappe di medio-lungo termine del nostro prestigioso modello ECMWF infatti insistono sulle configurazioni fin qui predilette dalla libera circolazione atmosferica, ovvero l'anticiclone delle Azzorre sugli scudi a Ovest e il campo libero sulle vaste terre dell'Est per i vortici gelidi di matrice russo-siberiana. Si può immaginare un vero e proprio "canale aperto", l'alta pressione delle Azzorre (come si vede dalla prima mappa qui sotto) resterà inclinato obliquamente tra il comparto Atlantico e le isole britanniche lasciando campo libero ai vortici gelidi che si muoveranno ancora una volta in moto retrogrado (da nord-est verso sud-ovest). Gli Stati balcanici come l'Italia risultano essere le mete predilette da tali perturbazioni rigide invernali, dunque regioni bersagliate da nevicate intense, anche fino in pianura e spazzate da venti gelidi nord-orientali.
Nella fattispecie tra giovedì 9 febbraio (notte) e le prime ore di venerdì 10, l'Italia verrà investita da un nuovo poderoso impulso di origine siberiana, con temperature inferiori ai -10 °C a 1500m di quota. Questo evento favorirà immediatamente rovesci di neve su parte delle Venezie, tutta l'Emilia Romagna, le Marche e poi tutte le regioni adriatiche e le zone interne del Centro. Poi si innescherà l'ennesima circolazione depressionaria sui mari italiani che daranno il via a un weekend gelido e bianco su buona parte del territorio nazionale. Pre-allerta ancora per l'Emilia Romagna dove non si escludono nuove nevicate per oltre 48 ore con accumuli anche superiori ai 30-40 cm sulle stesse zone dove è caduto anche oltre 1 metro di neve. E ancora neve su tutto il Centro interno, poi a bassa quota lungo il medio-basso adriatico e il Sud per Sabato, dove temporaneamente i venti più miti meridionali richiamati dalla perturbazione attiva al Centro, potrebbero far girare la neve in pioggia. Ancora neve invece dalle Marche settentrionali verso l'alto Adriatico e parte del Nordest tra sabato e domenica. Nel contempo si attiverà una fase di maltempo sempre invernale anche sulle isole maggiori e ci sarà occasione per nuove nevicate fino in pianura fino a Roma e zone limitrofe!

Se volessimo avere una visione solo ottimistica potremmo dirvi che dopo il 12 febbraio e l'imponente evento meteo atteso per il prossimo weekend, tutto andrà a posto. Tuttavia non per fare i pessimisti ma le carte in nostro possesso non ci confermano una rapida uscita da questa lunga fase cruda invernale. Eloquente infatti è anche la seconda mappa che vi mostriamo, ci mostra l'incapacità dell'alta pressione dell'Azzorre a Ovest di espandersi sul Mediterraneo e l'Europa centrale, almeno per "spezzare" il flusso gelido dalle latitudini settentrionali europee. Pare probabile infatti che nel caso in cui si attenuasse il respiro gelido russo-siberiano, si possano attivare correnti sempre molto fredde di estrazione scandinavo-polare. Questa andrebbero a scendere sull'Europa centrale, grazie all'affondo di una tipica saccatura scandinava, ma ben presto i freddi venti artici potrebbero raggiungere anche il cuore del Mediterraneo, con l'Italia sempre bersaglio prediletto. Ancora è presto per spingerci fino al 15 febbraio, data rappresentata dalla mappa sotto, tuttavia vi consigliamo di restare aggiornati. Ancora tanta pazienza per chi sognava primavere anticipate o disgeli record al seguito di queste giornata di ghiaccio.
di Andrea Falcinelli
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