Articolo del 7/10/2008
I monsoni
I monsoni predono il nome dalla parola araba mausim che significa "stagione". Questi sono i cambiamenti nei venti, generalmente accompagnati da piogge, che riguardano molte regioni tropicali. Il termine, originariamente usato dai navigatori del Mare Arabico per descrivere l'inversione dei venti che avveniva ogni sei mesi da nord-est a sud-ovest, oggi si applica alle due principali stagioni dei tropici. I monsoni influenzano Asia, Africa e Australia, tuttavia risultano più importanti, come le piogge ad essi associati nell'Asia meridionale e sud-orientale. In India più del 75 % delle precipitazioni annue cadono durante il monsone sud-occidentale.
Cherrapunji, nel nord-est dell'India, può essere presa come esempio: in questa città la caduta media di pioggia nel mese di dicembre è di soli 13 mm, confrontata con una media in giugno di 2695 mm, quando il monsone è al massimo della sua energia. Le precipitazioni annue totali che ne risultano sono tra le più alte del mondo, superando anche i 12.700mm. Metà della popolazione mondiale dipende dalle piogge monsoniche per le proprie riserve di acqua. In effetti India, Bangladesh e Pakistan insieme possono considerarsi come il sub-continente monsonico.
La nascita di un monsone
I monsoni dell'Asia meridionale e sud-orientale sono generati da cambiamenti stagionali globali del tempo. Durante l'inverno dell'emisfero settentrionale, la vasta area di alta pressione siberiana si estende ed intensifica notevolmente diventando la struttura anticiclonica più vasta del pianeta. Questa configurazione comporta forti venti nord-orientali che convergono verso l'equatore. Sono venti secchi che raccolgono l'umidità sopra il Mare Cinese Meridionale e diventano il monsone nord-orientale del sud-est asiatico. Il monsone sud-occidentale dei mesi estivi si forma in concomitanza con la genesi di un'intensa bassa pressione sopra l'Asia centrale. Questa trascina verso il sud-est gli Alisei che diventano venti sud-occidentali dopo l'equatore.
I monsoni dell'Asia meridionale e sud-orientale sono generati da cambiamenti stagionali globali del tempo. Durante l'inverno dell'emisfero settentrionale, la vasta area di alta pressione siberiana si estende ed intensifica notevolmente diventando la struttura anticiclonica più vasta del pianeta. Questa configurazione comporta forti venti nord-orientali che convergono verso l'equatore. Sono venti secchi che raccolgono l'umidità sopra il Mare Cinese Meridionale e diventano il monsone nord-orientale del sud-est asiatico. Il monsone sud-occidentale dei mesi estivi si forma in concomitanza con la genesi di un'intensa bassa pressione sopra l'Asia centrale. Questa trascina verso il sud-est gli Alisei che diventano venti sud-occidentali dopo l'equatore.
Monsone invernale Monsone estivo



Questi venti possono favorire piogge torrenziali nel sud dell'Asia. La zona di convergenza tra gli Alisei ed il Monsone è definita Zona Intertropicale di Convergenza. Le piogge monsoniche sono essenziali per la sopravvivenza di miliardi di persone. Con la stagione delle piogge infatti i campi rimasti aridi per mesi diventano fertili. Nella loro periodicità annuale le piogge monsoniche possono arrivare in ritardo o essere inferiori alle attese. Le conseguenze in termini di scarsità dei raccolti agricoli causano carestie e fame per milioni di persone. Le moderne tecniche di previsione meteo permettono di predire in maniera piuttosto puntuale le torrenziali piogge monsoniche. Nel subcontinente indiano queste piogge sono all'apice nel periodo che va da Giugno ad Ottobre, poi i venti girano verso nord-est, l'umidità cala e la pioggia diminuisce.
Gruppo di temporali visto dall'alto durante la stagione dei Monsoni




