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Nuova forza della natura interessa le coste orientali USA. L'uragano Irene

Articolo del 25/08/2011

Aggiornamento lunedì 29 agosto:

 

Quattro milioni di persone senza elettricità e un bilancio provvisorio di 14 morti. L'uragano Irene, declassato a tempesta tropicale, presenta un conto meno salato delle attese, soprattutto a New York, dove si temeva il peggio: l'«Armageddon» che molti negli Usa avevano previsto non si è verificato, e la città torna lentamente alla normalità, anche se i trasporti pubblici restano in ginocchio, con le autorità che non hanno ancora determinato quando la metropolitana sarà in grado di riaprire. L'emergenza legata a Irene «non è ancora finita. Ora è diventata una tempesta tropicale, ma resta ancora pericolosa», ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. - Obama ha quindi fatto appello a non abbassare la guardia, anche ora che il peggio sembra passato: «Se uniti, si può battere la crisi economica, come i disastri naturali». «Le condizioni sono serie e i danni potrebbero essere di decine di miliardi di dollari», afferma il governatore del New Jersey, Chris Christie. Anche lì, comunque, si cerca di tornare in fretta alla normalità: le spiagge da dove erano state evacuate un milione di persone si ripopolano di famiglie. Mentre i casinò di Atlantic city riapriranno lunedì. Pochi danni a Washington, dove gli aeroporti sono stati riaperti e i voli accusano ritardi minimi. La North Carolina è stata la più colpita, con Irene che si è abbattuta sulle sue coste quando era ancora un uragano di categoria 1: ieri però su parte di quelle è tornato a splendere il sole.

«Il peggio è passato in molte aree, e l'uragano fra poche ore sarà fuori dagli Stati Uniti», ha rassicurato il segretario alla sicurezza nazionale Janet Napolitano, invitando comunque a non abbassare la guardia. «Non siamo ancora fuori dai guai. L'elettricità resta un problema». «È stata meno grave del previsto», evidenzia il governatore di New York, Andrew Cuomo. Ma resta l'allerta: «State a casa, godetevi la famiglia, non mettetevi alla guida». 

Nella Grande Mela si tira un sospiro di sollievo e si prende atto che Irene è stata meno devastante del previsto, nonostante le raffiche di vento oltre i 120 chilometri orari che hanno sferzato la metropoli per tutta la notte. Qualcuno, però, adesso comincia a parlare di eccessivo allarmismo. «Il peggio è passato», afferma anche il sindaco di New York, Michael Bloomberg, che difende le scelte fatte da chi già lo accusa di eccessivo allarmismo: «Sono state scelte buone». Male polemiche probabilmente sono destinate a proseguire nei prossimi giorni.

 

Aggiornamento sabato 27 agosto:

Irene procede lentamente ma nella sua corsa verso nord lungo la East Coast degli Stati Uniti, ha perso forza. Secondo il centro nazionale uragani Usa, è stato declassato a categoria 1, con venti inferiori ai 145 km all'ora. Ma resta una minaccia pericolosa. Atteso sulla Grande Mela oggi e domani. La chiusura dei tre scali (JFK, Newark e La Guardia) è prevista a partire dalle 12 (le 18 ora italiana).

Boston sarà chiuso domani. Alitalia ha cancellato i voli da e per N.Y. di oggi e di domani e i voli da e per Boston di domani. Il presidente Obama fa ritorno a Washington per seguire l'emergenza.  Ha dichiarato lo stato di emergenza anche per lo stato di New York e salgono così a 10 gli stati della East Coast, per un totale di 65 milioni di abitanti, che potranno usufruire di aiuti federali in caso di catastrofe. Secondo alcune simulazioni Manhattan potrebbe essere sommersa sotto due, tre metri di acqua. Gli abitanti si preparano

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Aggiornamento Venerdì 26 agosto:  

Lo definiscono uno scenario da incubo. L’uragano Irene che punta ormai con decisione verso la costa est preoccupa sempre più con il passare delle ore. Non si tratta di un uragano di forza eccezionale. Dovrebbe infatti colpire le zone mediamente con forza 2, forse perlomeno in North Carolina anche con forza 3. Ma il vero problema è il fatto che passerà su aree densamente popolate incluse alcune delle città americane più importanti come Philadelphia e New York.

Nella nottata italiana si attendeva un rapporto di aumento di forza dell’uragano, ma al momento il centro nazionale degli uragani lo ha abbassato a forza 2, anche se è possibile che guadagni di nuovo forza a diventi 3. Secondo alcune tv ed esperti del meteo, l’uragano avrebbe potrebbe raggiungere in queste stesse ore categoria 4. Invece si è indebolito. Ma non c’è da stare tranquilli.

Anche se sulla scala da 1 a 5, la categoria 2 appare bassa, si tratta comunque di una forza davvero significativa. Irene al momento scatena venti anche superiori a 175 km/h.

Nelle zone che verranno colpite dall’uragano, vivono 65 milioni di persone dalla North Carolina al New England. I problemi principali dovrebbero dunque essere causati dalle precipitazioni che scaricheranno al suolo moltissima acqua. Sono molto probabili blackout. Per questo le autorità invitano chiunque ad attrezzarsi con radioline a pila.

Problemi significativi di circolazione sono attesi sull’Interstate 95 corridor, inclusi Washington, New York e Boston. L’ex capo del centro nazionale degli uragani descrive il tracciato di Irene come una delle 3 situazioni peggiori che si possono configurare.

Ormai le ore sono contate. Irene arriverà sabato in Carolina del Nord. Il ricordo di Martin Luther King Jr. Memorial a Washington è stato posticipato.


A poche ore dal forte terremoto che fortunatamente non ha creato fortunatamente danni ingenti o vittime, in arrivo l'uragano Irene. Lambirà la costa orientale degli Stati Uniti


Non c'è pace per la costa Est degli Usa. Il 23 agosto dalla Virginia sono arrivate le scosse di un terremoto che ha lasciato conseguenze a Washington ed è stato percepito fino in Canada. Il prossimo finesettimana si attendono i venti violentissimi firmati Irene. Si sa che gli uragani coi nomi femminili sono temuti negli States e la paura è ulteriormente cresciuta dopo i disastri di Katrina a New Orleans e nel Sud.

Ora sta arrivando un uragano che alle Bahamas ha già fatto sentire la sua forza, ma che sta aumentando il suo ranking e nel finesettimana, quando si spingerà fino alla costa atlantica, toccherà quota 4 (su una scala massima di 5).

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Il North Carolina sta già aprendo il dibattito sul comportamento da adottare nei confronti dei turisti che affollano lo Stato in un periodo pieno di vacanzieri. Una triste fine holiday per molti Americani e stranieri che volevano festeggiare in USA il periodo di pausa dal lavoro. Ma si parla di già di evacuazioni.

Se già ai Caraibi il 90 per cento delle case portano il segno del passaggio del'uragano, quali saranno i danni in zone maggiormente urbanizzate?

E poi, come ricordano le autorità locali del North Carolina, non bisogna sottovalutare il fenomeno, anzi occorre "prepararsi al peggio".

La previsione è di venti oltre i duecento chilometri all'ora che possono sradicare alberi, rendere anche l'illuminazione stradale "proiettili" vaganti, oltre, ovviamente, alle conseguenze disastrose che si possono registrare sugli edifici.

Insomma, fiato sospeso per tutto in New England, mentre le compagnie aeree hanno già attivato dei servizi per sostituire i voli o rimborsare i biglietti: tre le prime società, American Airlines e US Airways. 

Anche la Casa Bianca sta monitorando la situazione, lo stesso presidente Obama, in vacanza a Martha Vineyard tiene sotto controllo l'evolversi del fenomeno. Continua così un anno nero per i disastri del clima negli USA. Il livello record di un uragano era già stato superato. A questo si è aggiunta anche la forte ondata di temporali e neve, oltre al già ricordato terremoto della Virginia.