Il fenomeno della neve chimica
In meteorologia per neve chimica si intende un particolare fenomeno atmosferico, legato alla presenza di particelle inquinanti nell'atmosfera, che, nella stagione invernale in concomitanza a temperature al di sotto dello zero, fungono da germi cristallini provocando la formazione e la caduta al suolo di neve sotto forma di vere e proprie nevicate senza alcun apporto diretto da eventuali presenze di nubi o sistemi ciclonici perturbati.
La neve chimica cade di frequente in Pianura Padana nel corso dell'inverno, e va distinta dalla Galaverna. Questa infatti è data dalla condensazione diretta e immediata di cristalli di ghiaccio su oggetti più freddi (come sui finestrini delle automobili), mentre la neve chimica vera e propria si forma nello strato più basso dell'atmosfera, anche in condizioni in cui una normale nevicata non avverrebbe, ovvero in presenza di nebbia o di cielo sereno.

Segnalazioni di neve chimica abbondante in Val Padana, soprattutto nel Parmense, si verificarono poi soprattutto negli inverni 1989 e 1990, caratterizzati da lunghi periodi anticiclonici e da inversioni termiche.
Proprio in questi giorni, in particolare tra il 15-16 e 17 gennaio (2012) un particolare fenomeno di neve chimica si è verificato nelle città di Torino, Milano, Brescia e Verona: le temperature quella notte sono scese abbondantemente sotto gli 0°C favorendo il fenomeno della galaverna e della neve chimica. In mattinata la combinazione dei due fenomeni ha interessato abbondantemente la provincia di Milano. Vedi foto (fonte: rete)



