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Storico inverno 1956... Gelo e neve paralizzano l'Europa! Record anche in Italia

Articolo del 17/12/2011

Il febbraio 1956: gelo e neve paralizzano l'Europa! Record anche in Italia

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La nevicata del 1956 resta ancora oggi un evento meteorologico di grandissima rilevanza, che spicca negli archivi meteo-climatici dello scorso secolo. Nel mese di febbraio del 1956 gran parte dell'Europa venne investita da un'avvezione fredda polare che non risparmiò alcuna regione anche dell'Italia. I fenomeni nevosi furono tanto persistenti ed abbondanti da segnare quell'evento come la "nevicata del secolo". 


Mappa 1: analisi barica a 5500m (550 Hpa) 2/02

Questa configurazione barica ed i suoi effetti in termini di gelo e neve, fu superiore dell'ultimo evento eclatante di simil tipologia, che risaliva all'inverno del 1929, durante il quale fu sempre investità tutta l'Italia da gelo e neve. Successivi fenomeni rilevanti e simili, ma meno remoti, si possono ricordare nell'inverno 1985 (mese di Gennaio),  1991 (mese di Febbraio) ed altri di minor entità tra la fine degli anni 90 ed i primi anni del nuovo secolo, pur non avvicinandone mai l'estensione temporale e geografica.


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Cause e durata del Fenomeno

Le principali variabili meteo-climatiche che causarono questo evento di così ampia portata, consistettero in primo luogo nella discesa di intensi nuclei di aria gelida direttamente dalle alte latitudini (Polo nord e Siberica), che determinò il raffreddamento iniziale in Europa settentrionale. In secondo luogo si sviluppo un'imponente cellula di alta pressione termica siberiana sull'Europa centro-orientale (tipica configurazione che spesso favorisce l'avvento del grende gelo per l'Europa). 

Mappa 2: analisi termica a 1500m (850 Hpa)  2/02

A questo si aggiunse l'insistente espansione dell'alta pressione delle Azzorre fin sul Circolo polare artico (che determinò continui ed ulteriori afflussi gelidi polari, i quali alimentarono il nocciolo freddo già instauratosi in Europa). Da qui l'approfondimento di una vasta depressione mediterranea centrata proprio sull'Italia a carattere chiuso (cioè isolata in loco) in continua alimentazione grazie ai gelidi venti polari, con conseguente maltempo diffuso con neve fino in pianura su quasi tutti i settori.

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 Il connubio tra queste particolari ed eccezionali configurazioni, creò un evento difficilmente ripetibile, in quanto è molto rara la coincidenza di tutte le variabili sopra descritte. Un fattore al quanto insolito è rintracciabile nel non riscaldamento della stratosfera, fenomeno conosciuto come "Stratwarming", che generalmente favorisce simili eventi gelidi per una suddivisione del vortice polare principale verso le aree più miti di medio-bassa latitudine sui vari continenti mondiali. Per esempio il fenomeno appena descritto fu la causa delle ondate di gelo del 1985 e del 1963.

Mappa 3: analisi barica a 5500m (550 Hpa) 4/02

Tale fenomeno ebbe anche una durata davvero significativa. Iniziò il 27 gennaio 1956 (quando un potente ammasso di aria fredda in quota e al suolo si staccò dalle alte latitudini per scendere verso la Scandinavia) raggiungendo in capo a due giorni la Svezia, la Finlandia, e poi vaste zone d'Europa, compresa l'Italia, che non uscì dalla morsa del gelo fino al 20 febbraio.
 
Configurazione termica a 1500m (850 Hpa) 
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La crudezza del gelo in Italia

La fase critica in Italia inizia il 1º febbraio 1956 ed il 2 febbraio la Pianura padana è sotto l'isoterma -15° C a 850 hPa, mentre la -20° C abbraccia interamente le Alpi e bufere di neve interessano tutto il nord con particolare violenza in Toscana ed in Emilia Romagna. Il freddo fu intenso non solo al suolo ma anche in quota, con l'isoterma di -35° C a 500 hPa che raggiunse Roma, responsabile di una nevicata divenuta storica.

 Mappa 4: analisi termica a 1500m (850 Hpa)  4/02

Già il 4 febbraio tutte le precipitazioni, in atto su buona parte dell'Italia, erano oramai nevose, e nuovi impulsi gelidi sulle regioni adriatiche (-40° C a 500 hPa) raggiunsero il loro massimo il 7 febbraio, quando un potente nucleo gelido in quota colpì le regioni meridionali.

 
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Mappa 5: analisi barica a 5500m (550 Hpa) 08/02

Il 13 febbraio giunsero nuove correnti gelide dalla valle del Rodano determinando temperature rigidissime in quota che avvolsero tutto il nord e determinarono intense nevicate che colpirono particolarmente le Marche, l'Umbria e la Toscana, spostandosi il giorno successivo verso il sud, mentre il gelo dominava sulle regioni centro settentrionali. Gelo e precipitazioni insistettero ancora nei giorni successivi e nuove nevicate si ripeterono in particolare il 18 febbraio su tutto il centronord, ma nuovamente anche a 
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Curiosità

A Roma si verificarono delle nevicate che, per intensità e durata, rimasero storiche: nevicò il 2, il 9, il 18 e il 19 febbraio; per quattro giorni consecutivi le temperature rimasero sotto lo zero; il 12 febbraio si registrò una nevicata di ben 12 cm.

Mappa 6: analisi termica a 1500m (850 Hpa)  8/02

Questo evento è stato anche ricordato nella canzone "La nevicata del '56" di Franco Califano, interpretata da Mia Martini al Festival di Sanremo 1990 dove vinse il Premio della Critica.