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La "legge della persistenza" e la monotona prima metà dell'inverno 2011/2012

Articolo del 4/01/2012

La "legge della persistenza" e la monotona prima metà dell'inverno 2011/2012


La domanda ricorrente da parte dei nostri utenti in questa prima metà dell'inverno è stata "ma quando piove o nevica al Nord?". Anche per gli abitanti delle regioni tirreniche le domande di "consulenza" meteo, non si sono molto discostate da quella forma, segnale che fino a ora l'inverno 2011/2012 è risultato davvero avaro di precipitazioni e quindi di perturbazioni atlantiche o nord-atlantiche, capaci di coinvolgere anche il Centronord. Eppure nemmeno le regioni adriatiche hanno ricevuto precipitazioni eclatanti, sia in termini di quantità sia in termini di persistenza, tuttavia non si possono certamente lamentare rispetto alle altre zone del Centronord. Il Sud che spesso ha reclamato i maggiori problemi sulla pochezza delle precipitazioni ha goduto di diversi apporti, specie se paragonati al resto dell'Italia. Anche la neve che tanto appassiona una buona parte dei nostri utenti, ha scarseggiato sulle Alpi del versante italiano e sull'Appennino centro-settentrionale. Su questi settori con quella caduta tra metà dicembre e la fine del mese, si è dovuto fare al meglio, magari rifocillando le piste con quella artificiale visto un profilo termico (almeno quello) abbastanza freddo.

Ma per ben 3 mesi, fin dal lontano settembre 2011, le proiezioni meteo stagionali ci parlavano di un inverno anomalo. Abbiamo ripreso una delle mappe più rappresentative della tendenza per la prima metà dell'inverno 2011/2012 che potete osservare qui sotto (mappa per dicembre e gennaio). Salta subito all'occhio l'anomalia termica positiva estesa su gran parte dell'Europa settentrionale e nord-orientale, sintomo della persistenza di correnti per lo più occidentali o meridionali, attivate dalle perturbazioni atlantiche instancabilmente attive su quei settori. Sempre colpa del Vortice Polare che quest anno risulta davvero scatenato partorendo vaste perturbazioni proprio alle alte latitudini europee. Dunque non si è formata alcuna struttura anticiclonica a carattere invernale nè in prossimità della Scandinavia, nè sulla Russia, che talvolta ci diletta con il famigerato anticiclone russo-siberiano (simpaticamente chiamato "Orso russo" per i più appassionati del gelo e della neve in questa stagione). Son mancati su tutto il Nord Europa i primi record di gelo con temperature polari che spesso almeno una volta si registrano entro il mese di gennaio, comunque ancora c'è tempo, staremo a vedere. Ma se sul Nord Europa il profilo termico non ha deluso le previsioni (risultando relativamente mite per la prima metà dell'inverno), sull'Europa centro-meridionale la monotonia ha prevalso su tutto. Monotonia sulle temperature che hanno incarnato profili sempre piuttosto miti seppur intorno alla media di stagione, poi nel momento in cui la circolazione si è fatto settentrionale o nord-orientale, il freddo è risultato sempre particolarmente sterile, senza precipitazioni degne di nota che lo accompagnassero.

Gli eventi nevosi più importanti hanno interessato i settori Alpini svizzeri, austriaci, insomma quelli esteri, con le Alpi italiane che han potuto godere solo in parte di tali abbondanti apporti nevosi. Scendendo ancora più a Sudest troviamo l'Italia meridionale, i Balcani e i Paesi intorno al Mar Nero. Questi settori hanno potuto vedere qualche giornata più fredda e nevosa grazie alle incursioni d'aria fredda da Nord/Nordest. Quando le saccature nord-atlantiche si sono spinte verso il Mediterraneo infatti, l'hanno sempre fatto sui settori più orientali. Da qui è nato il lungo periodo con venti settentrionali o nord-orientali che ha coinvolto anche le nostre regioni del medio-basso versante adriatico e il Sud. Le nevicate anche a quote collinari si sono temporaneamente spinte fin verso i rilievi dell'Emilia Romagna e delle Marche nei giorni a ridosso del periodo natalizio, ma gli apporti più significativi hanno interessato i rilievi più importanti del Centrosud. 

Dunque la mappa che segue ci mostra in maniera abbastanza puntuale quanto abbiamo appena descritto nelle ultime righe per l'Italia. La colorazione in azzurro ci mostra la tendenza a temperature più fredde della media sul Mediterraneo orientale, sull'area nord-africana e localmente anche sul nostro Sud Italia, soprattutto nelle zone interne e sul versante adriatico. Anomalie termiche temporaneamente positive invece al Nordovest e sulle Alpi, anche questa indicazione può essere presa per buona, visto un dicembre e un inizio di gennaio davvero mite proprio per il Nord e l'alto versante tirrenico, anche con eventi di Fohen Alpino (vento caldo di ricaduta dalle stesse Alpi).
 

Tendenza termica per dicembre e gennaio 2012 (mappa ECMWF stagionale di dicembre)

tendenza inverno 2012, l'asciutto inverno 2012, freddo al Sud e adriatiche, mite al Nord e tirreniche

Dopo aver parlato della tendenza termica per la stagione invernale 2011/2012 abbiamo paura di essere stati troppo tecnici o magari di non esserci spiegati al meglio. Cerchiamo per gli utenti meno esperti di far capire la situazione atmosferica che sta caratterizzando con grande continuità l'inverno in corso. Lo facciamo grazie a questa seconda mappa, che utilizziamo anche nei nostri articoli di previsione a medio-lungo termine. Guardate sull'Europa occidentale come si estende l'anticiclone delle Azzorre che abbraccia anche la penisola iberica e parte di Francia e Gran Bretagna occidentali. Questa posizione dell'alta pressione stimola il transito del flusso nord-atlantico a latitudini piuttosto settentrionali, tali perturbazioni fredde aggirano poi la barriera anticiclonica "sfogandosi" sui settori orientali del continente. L'Europa centrale e anche l'Italia si trovano proprio in mezzo ai due "attori" atmosferici appena descritti. Infatti potete notare le spire della saccatura nord-atlantica (in questa mappa prevista per il 6 gennaio ma che è utile come esempio anche per tutti i casi verificatisi nel corso di dicembre e probabilmente fin verso il 15 di gennaio) che abbracciano Italia e Balcani, pilotando i freddi venti settentrionali proprio sui nostri mari dove soffiano impetuosi.

Il nostro "problema" come ben sapete sono tuttavia le Alpi, se si voglia appunto parlar di "problema". Nel senso che la nostra imponente catena montuosa fa da vero e proprio scudo agli impulsi freddi di origine nord-europea che devono aggirarle da Ovest o da Est. In questo caso passano per forza da Est, essendo chiusa la porta occidentale sempre dall'alta pressione delle Azzorre che abbiamo preso in causa all'inizio. Insomma tanta neve contro le Api di confine dove vanno ad impattare i venti freddi settentrionali e rovesci di neve sulle nostre regioni meridionali e adriatiche, qui "sfogano" (termine davvero efficace) i venti nord-atlantici che aggirano la barriera alpina da Est e dove i campi di pressione sono più bassi.

Ora chiudiamo l'articolo riprendendo il titolo con il quale l'abbiamo battezzato, parliamo della "legge della persistenza", cosa vogliamo dire? Significa che in generale l'atmosfera segue la legge degli equilibri naturali, segue la strada che le farà spendere la minore energia per manifestarsi. Se c'è un campo di bassa pressione in un determinato luogo, è molto probabile che una nuova depressione in transito nella libera circolazione atmosferica, vada a congiungersi con tale depressione preesistente. Non cercherà di raggiungere quell'area "bucando" una barriera anticiclonica stabile, questa comunque la devierebbe in altre direzioni o la spegnerebbe inesorabilmente. Per concludere siamo nella situazione in cui l'alta pressione delle Azzorre mantiene da giorni e giorni la sua posizione di "riposo" senza necessità alcuna di modificare il suo comportamento e la sua posizione. Nel contempo le perturbazioni nord-atlantiche continuano a persistere nella loro evoluzione verso l'Europa centro-orientale, via più semplice e meno dispendiosa di energia che ci possa essere per proseguire nel loro corso attualmente. Per cambiare questo EQUILIBRIO NATURALE serve una svolta significativa, un evento per l'appunto particolarmente ricco di energia da sconvolgerlo. Vedremo se dopo metà mese potremo parlare di novità significative e quindi di un cambio di circolazione importante.

Configurazione ricorrente in questo inverno 2011-2012 - Mappa ECMWF per il 6 gennaio 

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